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🌍 QUANDO IL MONDO SI AVVICINA ALLA SUA FINE

🕯️ Speranza, vigilanza e fedeltà in Matteo 24–25


🏛️ Partie I – Quand les sécurités s’effondrent

⚠️ Predicazione 3: Guardate che nessuno vi seduca

🔍 Perché il primo avvertimento di Gesù non riguarda la guerra, ma l’inganno


📜 Testo principale

«Gesù rispose loro: “Guardate che nessuno vi seduca. Poiché molti verranno nel mio nome, dicendo: ‘Io sono il Cristo’, e ne sedurranno molti.”»

Matteo 24:4–5


🔦 Versetto guida

«Alla legge e alla testimonianza! Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui alcuna aurora.»

Isaia 8:20


🧭 Pensiero della predicazione

Quando i discepoli chiedono a Gesù quali saranno i segni del suo ritorno, egli non comincia la sua risposta parlando di guerre, terremoti o sconvolgimenti politici, ma con un avvertimento contro l’inganno spirituale. In questo modo Cristo mostra che il pericolo più grande per la sua chiesa non consiste nel conoscere troppo poco gli avvenimenti del mondo, ma nell’accettare come verità un messaggio dal suono religioso che in realtà allontana da lui e dalla sua Parola. Non viene preservato colui che ha studiato nei minimi particolari ogni possibile inganno, ma colui che conosce Cristo, è radicato nelle Sacre Scritture e ha imparato a esaminare ogni voce alla luce della Parola rivelata di Dio.


🌅 Saluto e introduzione

Cara comunità,

nella predicazione precedente abbiamo ascoltato la domanda dei discepoli: «Dicci, quando avverranno queste cose, e quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell’età presente?» Potremmo aspettarci che Gesù cominci subito a parlare di guerre, terremoti, carestie o altri sconvolgimenti visibili. Ma la sua prima risposta è diversa: «Guardate che nessuno vi seduca». Prima ancora di parlare di conflitti militari, mette in guardia contro l’inganno spirituale. Prima di descrivere crisi esteriori, richiama l’attenzione dei suoi discepoli su un pericolo che può sorgere proprio nel cuore della vita religiosa.

Quest’ordine non è casuale. Una guerra viene generalmente riconosciuta come guerra, un terremoto come terremoto e una carestia come carestia. L’inganno è più pericoloso proprio perché diventa efficace non presentandosi come inganno. Se una falsa dottrina dichiarasse apertamente fin dall’inizio di voler contraddire la Parola di Dio e allontanare le persone da Cristo, avrebbe ben poco successo. L’inganno spirituale opera quindi spesso con parole conosciute, verità familiari e aspirazioni religiose. Può parlare di Gesù, utilizzare versetti biblici e promettere la vicinanza di Dio, mentre allo stesso tempo sposta il fondamento proprio in un punto decisivo.

Gesù inoltre non dice che soltanto poche persone saranno in pericolo. Annuncia che «molti» verranno e che «molti» saranno sedotti. Le sue parole non richiedono quindi né un sospetto dominato dal panico né una sicurezza spirituale presuntuosa. Cristo desidera una chiesa che rimanga aperta all’autentica opera di Dio e che, nello stesso tempo, sappia discernere. Vuole persone che non respingano per paura ogni nuova affermazione religiosa, ma che neppure accettino senza esame ogni messaggio impressionante. Proprio questo discernimento spirituale appartiene alle preparazioni fondamentali per il suo ritorno.


📜 Illustrazione narrativa: La voce nell’oscurità

La storia seguente è un’illustrazione narrativa.

Un giovane pastore aveva custodito per molti anni insieme a suo padre un grande gregge di pecore. Fin da bambino aveva imparato quanto diversamente reagissero i singoli animali, quali sentieri tra le colline fossero sicuri e dove fosse ancora possibile trovare acqua dopo lunghe settimane di siccità. Ma una cosa lo colpiva in modo particolare: le pecore conoscevano la voce di suo padre. Quando diversi greggi si riunivano presso lo stesso abbeveratoio, all’inizio si creava una confusione apparentemente impossibile da districare. Tuttavia, non appena suo padre faceva risuonare il richiamo familiare, gli animali del suo gregge cominciavano a separarsi dalla massa e a seguirlo.

Una sera il giovane tornava da solo con il gregge. Il crepuscolo era calato più rapidamente del previsto e una fitta nebbia si diffondeva nella valle. In un punto il sentiero passava tra due pareti rocciose, e lì egli udì improvvisamente, da una certa distanza, un richiamo. Le parole sembravano simili a quelle che suo padre usava di solito. Alcune pecore alzarono la testa, divennero irrequiete e cominciarono a muoversi nella direzione della voce.

Il giovane pastore si fermò e ascoltò con maggiore attenzione. La voce utilizzava le parole giuste, ma qualcosa non andava. Il ritmo era diverso, l’intonazione sconosciuta e il richiamo proveniva da una direzione verso la quale suo padre non avrebbe mai condotto il gregge. Dietro le rocce non vi era alcun sentiero che portasse all’ovile, ma un ripido precipizio.

Egli richiamò indietro gli animali con il richiamo familiare e proseguì lentamente. In seguito si scoprì che due uomini avevano tentato di attirare alcune pecore fuori dal gregge. Avevano udito più volte il richiamo del pastore e avevano imparato a imitarne le parole. Ciò che non erano riusciti a imitare era il rapporto di familiarità tra il pastore e i suoi animali.

Quella sera il giovane raccontò a suo padre ciò che era accaduto. Il vecchio pastore gli spiegò che la sicurezza delle pecore non consisteva nel conoscere ogni possibile voce falsa. La cosa decisiva era che fossero diventate così familiari con la voce del loro vero pastore che un’imitazione non avrebbe potuto trascinarle via in modo permanente.

Gesù stesso utilizza proprio questa immagine parlando del suo rapporto con i suoi seguaci:

«Le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Ma un estraneo non lo seguiranno; anzi, fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei.»

Giovanni 10:4–5

La preparazione più sicura contro l’inganno non consiste quindi nel conoscere nei minimi dettagli ogni possibile falsa dottrina, ogni falso movimento e ogni futuro inganno. La nostra sicurezza più profonda nasce quando conosciamo così bene la voce di Cristo attraverso la sua Parola da accorgerci quando un’altra voce utilizza parole simili, ma vuole condurci in un’altra direzione.


1. ⚠️ Il primo avvertimento di Gesù riguarda il discernimento spirituale

L’ordine di Matteo 24 merita particolare attenzione. I discepoli chiedono quale sarà il segno del ritorno di Cristo, ma Gesù non comincia con un segno visibile nel cielo o con un avvenimento politico. Il suo primo invito si rivolge direttamente alla loro percezione spirituale: «Guardate che nessuno vi seduca». In questo modo rende chiaro che non basta osservare gli avvenimenti giusti. L’osservatore stesso deve essere spiritualmente preparato, altrimenti può interpretare erroneamente ciò che vede.

Proprio coloro che si occupano intensamente di temi profetici possono essere tentati di credere che una conoscenza molto ampia protegga automaticamente dall’inganno. Eppure i farisei al tempo di Gesù conoscevano numerosi testi messianici e attendevano l’intervento di Dio. Nonostante ciò, molti di loro non riconobbero il Messia quando si trovò davanti a loro. Il loro problema non consisteva nel non conoscere affatto le Scritture, ma nel fatto che aspettative, tradizioni e orgoglio spirituale influenzavano la loro comprensione della Parola.

Gesù mette quindi in guardia anche noi dall’idea che appartenere alla chiesa giusta o conoscere determinate dottrine profetiche renda automaticamente una persona invulnerabile. La verità può essere riconosciuta e creduta, ma deve allo stesso tempo plasmare il nostro pensiero, il nostro carattere e il nostro rapporto con Cristo. Una persona può possedere molte risposte corrette e diventare tuttavia vulnerabile quando la sua sicurezza comincia a poggiare sempre più sulla propria conoscenza anziché su Gesù.

Per questo Paolo scrive:

«Perciò, chi pensa di stare in piedi, guardi di non cadere.»

1 Corinzi 10:12

Questo avvertimento non deve generare una fede insicura. Protegge piuttosto da quella presunzione che smette di esaminare perché ritiene di essere ormai immune da ogni inganno.


2. 🎭 L’inganno più pericoloso porta spesso un nome religioso

Gesù dice espressamente:

«Poiché molti verranno nel mio nome.»

Matteo 24:5

Con queste parole ci conduce al vero carattere dell’inganno spirituale. L’inganno non si presenta necessariamente attraverso un aperto rifiuto di Cristo. Può proprio utilizzare il nome di Cristo. Una persona può parlare di Gesù, usare termini cristiani e perfino affermare di agire per uno speciale incarico di Dio senza per questo proclamare automaticamente il Cristo della Bibbia.

Paolo conosceva questo pericolo e scrisse alla chiesa di Corinto:

«Infatti, se uno viene a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che abbiamo predicato noi, o se ricevete uno spirito diverso da quello che avete ricevuto, o un vangelo diverso da quello che avete accettato, voi ben lo sopportate!»

2 Corinzi 11:4

Queste parole mostrano che il solo nome «Gesù» non costituisce ancora una prova di verità. Può essere proclamato un Gesù che non assomiglia quasi più al Cristo biblico. Si può presentare Gesù esclusivamente come maestro morale, mettendo da parte il suo sacrificio vicario. Si può parlare del suo amore e allo stesso tempo tacere il suo invito al ravvedimento. Si può proclamare la sua grazia facendo sembrare che l’ubbidienza non abbia più importanza. Allo stesso modo, si può trasformare Cristo in uno strumento al servizio di interessi umani di potere, negando così il suo carattere umile e disposto al sacrificio.

Il vero Gesù non può quindi essere rimodellato secondo i nostri desideri. Nelle Sacre Scritture lo incontriamo come l’eterno Figlio di Dio che divenne uomo, vinse il peccato, morì per noi, risuscitò, intercede per noi come Sommo Sacerdote e ritornerà visibilmente. Il discernimento spirituale comincia quando non è la nostra immaginazione a stabilire chi Gesù dovrebbe essere, ma quando siamo disposti ad accoglierlo così come la Parola di Dio lo rivela.


3. 🐍 L’inganno comincia con la sfiducia nella Parola di Dio

Il primo grande inganno della Bibbia mostra già il modello fondamentale. Nel giardino dell’Eden il serpente non cominciò con un attacco aperto all’esistenza di Dio. Cominciò con una domanda:

«Dio ha veramente detto?»

Genesi 3:1

Poco dopo seguì la diretta contraddizione dell’avvertimento di Dio:

«No, non morirete affatto.»

Genesi 3:4

La tentazione si rivolse quindi contro la fiducia nella Parola di Dio e nel suo carattere. Eva doveva credere che Dio le stesse negando qualcosa di buono e che una via al di fuori del suo comandamento avrebbe condotto a una libertà maggiore. Non appena questa sfiducia fu accettata, la disubbidienza non apparve più come ribellione, ma come un passo ragionevole verso una presunta conoscenza superiore.

Questo schema fondamentale non è cambiato. L’inganno spirituale cerca spesso di riformulare le chiare dichiarazioni di Dio in modo che l’essere umano finisca per fidarsi più della propria percezione che della Parola rivelata. Non si domanda più anzitutto: «Che cosa ha detto Dio?», ma: «Che cosa mi sembra giusto?», «Che cosa accetta la maggioranza?» oppure «Quale messaggio corrisponde alle mie aspettative?»

Diventa così chiaro perché Gesù pone l’avvertimento contro l’inganno all’inizio del suo discorso sul tempo della fine. L’ultima crisi non sarà soltanto un confronto riguardante avvenimenti esteriori. Al centro si tratterà ancora una volta di fiducia. La domanda decisiva sarà se la Parola di Dio rimarrà vincolante anche quando altre voci appariranno convincenti, religiose e socialmente potenti.


4. 🧪 Un inganno efficace contiene spesso una parte di verità

Un’affermazione completamente assurda è relativamente facile da respingere. Molto più pericoloso è un messaggio che unisce elementi conosciuti e veri a una distorsione decisiva. Proprio per questo le false dottrine possono sembrare convincenti per lungo tempo. Prendono una parte della verità, la staccano dal contesto complessivo e la collegano poi a conclusioni che la Scrittura stessa non sostiene.

Già nella tentazione di Gesù nel deserto vediamo che Satana può perfino citare le Sacre Scritture. Nella seconda tentazione cita parole del Salmo 91 e cerca così di spingere Gesù a un comportamento che non corrisponde alla volontà del Padre. Gesù non risponde respingendo l’autorità della Scrittura, ma risponde alla Scrittura con la Scrittura e ricolloca il testo abusato nel contesto più ampio della Parola di Dio.

Questo episodio è di grande importanza per noi. Un versetto biblico da solo non rende automaticamente biblica un’affermazione. I testi possono essere tolti dal loro contesto, enfatizzati unilateralmente o collegati ad altre affermazioni in modo da modificarne il significato originario. Perciò una chiesa non ha bisogno soltanto di persone che conoscono singoli versetti, ma di persone che imparano a comprendere la testimonianza complessiva della Scrittura.

Paolo esorta Timoteo:

«Sforzati di presentare te stesso approvato davanti a Dio, operaio che non abbia di che vergognarsi, che dispensi rettamente la parola della verità.»

2 Timoteo 2:15

Il discernimento spirituale non cresce quindi mediante una raccolta di versetti-prova isolati. Cresce attraverso uno studio biblico attento e coerente, che legge i testi nel loro contesto e comprende le affermazioni difficili alla luce degli insegnamenti biblici chiari.


5. 📖 La Parola di Dio rimane il criterio vincolante

Il profeta Isaia visse in un’epoca in cui le persone cercavano orientamento presso fonti spiritistiche e occulte. La sua risposta fu inequivocabile:

«Alla legge e alla testimonianza! Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui alcuna aurora.»

Isaia 8:20

Qui troviamo un principio fondamentale valido in tutta la Bibbia. Un messaggio non diventa vero perché è nuovo, affascinante o soprannaturale. Non diventa vero neppure perché viene proclamato da una personalità famosa o perché un gran numero di persone lo segue. Il criterio decisivo rimane la sua conformità alla Parola rivelata di Dio.

I cristiani di Berea mostrano come questo processo di verifica si presenta nella pratica. Quando Paolo giunse da loro, accolsero la sua predicazione né con approvazione cieca né con diffidenza preconcetta:

«Essi ricevettero la parola con ogni premura, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così.»

Atti 17:11

Proprio questa combinazione è decisiva. Erano pronti ad ascoltare, ma altrettanto pronti a verificare. Apertura spirituale ed esame biblico non sono quindi opposti. Una chiesa sana ha bisogno di entrambi: la disponibilità a lasciarsi correggere e guidare da Dio e la determinazione a non porre alcun messaggio umano al di sopra della Scrittura.

Ellen White sottolinea in modo particolare l’importanza dello studio approfondito della Bibbia in relazione all’ultima grande seduzione. Scrive che saranno protetti coloro che avranno «studiato diligentemente la Bibbia e accolto l’amore della verità». In questo modo collega conoscenza e atteggiamento interiore: non basta possedere informazioni sulla verità; l’essere umano deve amare la verità ed essere disposto a seguirla.


6. ❤️ L’amore per la verità è più della conoscenza delle dottrine corrette

Paolo descrive coloro che vengono sedotti con un’espressione significativa. Dice che «non hanno ricevuto l’amore della verità per essere salvati»:

«E con ogni inganno d’iniquità per quelli che periscono, perché non hanno accolto l’amore della verità per essere salvati.»

2 Tessalonicesi 2:10

La Bibbia distingue quindi tra il semplice conoscere una verità e l’amarla. Una persona può sapere che cosa insegna la Scrittura e tuttavia opporsi interiormente a quella verità perché contrasta con i suoi desideri, interessi o abitudini. In una simile condizione, un messaggio alternativo diventa particolarmente attraente se consente di credere ciò che già si desidera credere.

L’amore per la verità, invece, si manifesta nella disponibilità ad accogliere la Parola di Dio anche quando ci corregge. Non dice soltanto: «Amo le verità che confermano le mie convinzioni attuali», ma è disposto a pregare: «Signore, se mi sbaglio, mostramelo». Questo atteggiamento richiede umiltà, perché riconosciamo che la nostra tradizione, la nostra esperienza e perfino le nostre convinzioni di lunga data devono essere esaminate alla luce della Scrittura.

Proprio qui si trova una protezione importante contro l’inganno. Chi ha già riconosciuto interiormente a Dio il diritto di correggerlo attraverso la sua Parola dipende meno dai messaggi che si limitano a confermare ciò che desidera sentire.


7. 🐑 La protezione più sicura consiste nel conoscere la voce del Pastore

In Giovanni 10 Gesù descrive il rapporto tra sé e i suoi seguaci attraverso l’immagine di un pastore:

«Le mie pecore ascoltano la mia voce, e io le conosco, ed esse mi seguono.»

Giovanni 10:27

Questa dichiarazione ci riporta alla nostra illustrazione introduttiva. Le pecore non sono al sicuro perché analizzano ogni possibile voce estranea. La loro sicurezza risiede soprattutto nella familiarità con la voce del proprio pastore. Applicato alla nostra vita di fede, ciò significa che occuparsi delle false dottrine non deve mai sostituire il rapporto con Cristo.

Vi sono persone che dedicano una grande parte della loro attenzione spirituale a falsi movimenti, false dottrine, complotti e pericoli. Vogliono essere preparate, ma paradossalmente il loro intero mondo di pensiero può essere sempre più dominato dall’errore. Gesù ci mostra una via migliore. Più profondamente conosciamo il suo carattere, più attentamente accogliamo le sue parole e più strettamente viviamo con lui, tanto più chiaramente riconosciamo i messaggi che contraddicono il suo essere.

Per questo la migliore preparazione contro un falso Cristo è una profonda conoscenza del vero Cristo. Impariamo a conoscere la sua voce nei Vangeli, vediamo la sua santità e misericordia, il suo modo di trattare i peccatori e i giusti ai propri occhi, il suo amore per la legge di Dio, il suo sacrificio sulla croce e la sua completa sottomissione alla volontà del Padre. Chi porta profondamente nel cuore questa immagine diventa più sensibile ai messaggi religiosi che usano il suo nome ma deformano il suo carattere.


8. 🕊️ Lo Spirito Santo non guida mai in contraddizione con la Scrittura

Talvolta l’esperienza spirituale viene contrapposta all’insegnamento biblico. Alcune persone dichiarano di aver vissuto qualcosa con tale intensità o di aver percepito interiormente qualcosa con tale forza da non ritenere più necessario un esame biblico. Ma lo Spirito Santo che opera nel nostro cuore è lo stesso Spirito che ha ispirato le Sacre Scritture. Egli non contraddirà se stesso.

Gesù dice dello Spirito Santo:

«Quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, vi guiderà in tutta la verità.»

Giovanni 16:13

E subito dopo spiega:

«Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annuncerà.»

Giovanni 16:14

L’autentica opera dello Spirito Santo conduce quindi a Cristo, approfondisce l’amore per la verità, convince di peccato e trasforma il carattere. Non rende le persone indipendenti dalla Scrittura e non innalza le impressioni personali al di sopra della Parola di Dio.

Paolo riunisce apertura e verifica in un breve passo:

«Non spegnete lo Spirito. Non disprezzate le profezie. Esaminate ogni cosa e ritenete il bene.»

1 Tessalonicesi 5:19–21

Non dobbiamo quindi essere né spiritualmente chiusi né creduloni. L’atteggiamento biblico consiste nell’attendere con gratitudine l’opera di Dio e, allo stesso tempo, esaminare attentamente ogni cosa.


9. 🪞 L’orgoglio spirituale rende particolarmente vulnerabili all’inganno

Uno dei pensieri più pericolosi è: «Nessuno può ingannarmi». Proprio chi pensa così rischia di smettere di esaminare se stesso. Pietro era convinto che non avrebbe mai abbandonato Gesù. Dichiarò perfino di essere disposto a morire con lui. Solo poche ore dopo rinnegò tre volte il suo Signore.

La sua caduta mostra che sincerità e fiducia in se stessi non sono la stessa cosa della fermezza spirituale. Pietro era sincero, ma sopravvalutava le proprie forze. Soltanto dopo il suo crollo imparò più profondamente che la sua sicurezza non risiedeva nella propria determinazione, ma nella grazia di Cristo.

Lo stesso vale per il discernimento spirituale. Non veniamo preservati perché siamo più intelligenti degli altri. Neppure la nostra appartenenza confessionale ci protegge automaticamente. La nostra protezione consiste nel rimanere umilmente presso Cristo, prendere seriamente la sua Parola ed essere disposti a esaminare continuamente le nostre convinzioni alla sua luce.

L’umiltà non significa insicurezza davanti a una verità chiara. Una persona può essere fermamente convinta e allo stesso tempo umile. Sa perché crede ciò che crede, ma non identifica la propria persona con la verità. Proprio questo atteggiamento rende possibile la correzione e protegge dal rivestire opinioni personali di autorità divina.


10. 🏠 Anche la chiesa ha bisogno di una cultura dell’esame

Il discernimento spirituale non è soltanto un compito dei singoli cristiani. Appartiene alla vita dell’intera chiesa. Paolo scrive riguardo ai messaggi profetici:

«Parlino due o tre profeti e gli altri giudichino.»

1 Corinzi 14:29

Il Nuovo Testamento presuppone quindi che anche messaggi dal suono spirituale possano essere esaminati. Nessun predicatore, insegnante o responsabile di chiesa si trova al di sopra delle Sacre Scritture. L’autorità spirituale è sempre un’autorità derivata e rimane vincolata a Cristo e alla sua Parola.

Una chiesa sana non teme quindi le domande sincere. Non esige obbedienza cieca verso gli esseri umani e non considera un accurato esame biblico come ribellione. Allo stesso tempo, l’esame non deve diventare un pretesto per una critica continua e per la diffidenza. L’obiettivo non è rendere sospetta ogni affermazione, ma diventare insieme più profondamente radicati nella verità.

Questo è particolarmente importante in un’epoca in cui messaggi religiosi possono raggiungere in pochissimo tempo migliaia di persone attraverso video, social media, podcast e piattaforme digitali. Una presentazione professionale, un forte impatto emotivo e una grande diffusione non dicono ancora nulla sulla correttezza biblica di un insegnamento. L’antico criterio rimane lo stesso anche in un mondo digitale: che cosa dice la Scrittura, e questo messaggio conduce realmente al Cristo che la Scrittura rivela?


11. 🌱 Il discernimento spirituale si esercita nella vita quotidiana

Non dovremmo aspettarci di possedere improvvisamente una grande chiarezza spirituale durante un grande inganno futuro se oggi la sviluppiamo appena. Il carattere e la percezione spirituale si formano gradualmente. Chi oggi legge regolarmente la Parola di Dio, ne studia i collegamenti, prega e risponde alla verità riconosciuta impara così a comprendere meglio la guida di Dio.

Gesù dice:

«Se uno vuol fare la volontà di lui, conoscerà se questa dottrina è da Dio.»

Giovanni 7:17

Questo versetto collega la conoscenza alla disponibilità all’ubbidienza. Una persona veramente disposta a fare la volontà di Dio parte da una condizione diversa rispetto a chi cerca soltanto una giustificazione per il proprio desiderio. L’ubbidienza non sostituisce lo studio della Bibbia, ma crea un’apertura interiore verso la verità.

Per questo la preparazione contro l’inganno spirituale comincia in decisioni molto quotidiane. Quando la Parola di Dio ci invita a perdonare, a essere onesti, a ordinare le nostre priorità, a santificare il Sabato o ad abbandonare un peccato riconosciuto, attraverso l’ubbidienza impariamo a prendere sul serio la voce del Pastore. Chi ignora continuamente questa voce nelle piccole cose non la riconoscerà automaticamente con maggiore chiarezza durante una crisi più grande.


12. ❤️ La verità deve essere trasmessa con il carattere di Cristo

Nel combattimento contro l’errore, perfino una posizione teologica corretta può essere presentata nel modo sbagliato. Le persone possono difendere la verità diventando dure, arroganti o prive d’amore. Paolo collega quindi esplicitamente la maturità spirituale all’invito a dire «la verità nell’amore»:

«Ma, dicendo la verità nell’amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo.»

Efesini 4:15

Questa unione non deve essere spezzata. Un amore che dichiara irrilevante la verità alla fine non aiuta una persona. Tuttavia, una verità trasmessa senza amore rappresenta in modo errato il carattere del Cristo di cui vogliamo difendere la verità.

Le persone che seguono una falsa dottrina non sono automaticamente nostri nemici. Alcune sono state formate da determinate convinzioni prima ancora di essere in grado di esaminarle personalmente. Altre cercano consolazione, guarigione, certezza o speranza e incontrano così un messaggio che parla alle loro aspirazioni. Il nostro compito non consiste quindi nel deriderle o nell’allontanarle ancora di più con la nostra arroganza.

Paolo scrive a Timoteo:

«Il servo del Signore non deve litigare, ma deve essere mite con tutti, capace di insegnare, paziente, e correggere con mansuetudine quelli che si oppongono.»

2 Timoteo 2:24–25

La verità di Cristo non ha bisogno della durezza umana per essere forte. Può essere espressa chiaramente e allo stesso tempo trasmessa nello spirito di colui che pianse su Gerusalemme.


🌄 Conclusione: Il primo avvertimento rimane attuale

Sul monte degli Ulivi i discepoli posero a Gesù una domanda riguardante il futuro. Volevano sapere quando il tempio sarebbe stato distrutto, quale segno avrebbe preceduto il suo ritorno e quando sarebbe giunta la fine. Gesù avrebbe potuto cominciare la sua risposta con un avvenimento spettacolare. Invece disse: «Guardate che nessuno vi seduca».

In questo modo richiama la nostra attenzione su una verità che viene facilmente trascurata. Il futuro non si decide soltanto sui campi di battaglia, nelle istituzioni politiche o attraverso eventi naturali. Tocca il cuore umano e la domanda di quale voce ci fidiamo. Ancora prima di descrivere gli sconvolgimenti visibili, Cristo invita i suoi discepoli a imparare il discernimento spirituale.

L’illustrazione narrativa del pastore ci aiuta a comprendere correttamente questo compito. Il gregge non fu preservato perché ogni pecora comprendeva le intenzioni degli uomini estranei. Fu preservato perché gli animali conoscevano la voce del loro pastore. Allo stesso modo, non abbiamo bisogno di analizzare completamente in anticipo ogni futuro inganno. Cristo ci chiama piuttosto a conoscere oggi così bene la sua voce da non confondere con la sua guida un messaggio che ci allontana dalla sua Parola.

La nostra preparazione non consiste quindi nella paura dell’inganno. Consiste in un radicamento sempre più profondo in Cristo, nell’amore per la verità, nello studio accurato della Bibbia, nella preghiera e nell’ubbidienza quotidiana. Quando il nostro pensiero è plasmato dalla Parola di Dio e il nostro cuore è legato a Gesù, possediamo un criterio saldo anche quando altre voci diventano forti e convincenti.


📣 Appello

Cara comunità,

le parole di Gesù ci invitano anzitutto a un esame personale. Su che cosa si fonda ciò che crediamo? Crediamo qualcosa soprattutto perché l’abbiamo udito fin dall’infanzia, perché una persona rispettata lo insegna oppure perché noi stessi abbiamo esaminato attentamente se concorda con l’intera testimonianza delle Sacre Scritture? La gratitudine per la nostra eredità spirituale è buona, ma al di sopra della nostra eredità deve sempre stare l’autorità della Parola di Dio.

Una seconda domanda riguarda il nostro rapporto con Cristo. Conosciamo soltanto dottrine riguardanti Gesù oppure impariamo a conoscere personalmente la sua voce? Lo studio della Bibbia non deve fermarsi alle informazioni. Attraverso la Scrittura incontriamo il Signore, impariamo a conoscere il suo carattere e veniamo trasformati dallo Spirito Santo. Quanto più profondo diventa questo rapporto, tanto meno dipendiamo da voci spettacolari, mode religiose e autorità umane.

Infine dovremmo domandarci se amiamo la verità anche quando ci corregge. È facile amare i testi biblici che ci consolano e ci confermano. La maturità spirituale si manifesta però anche quando permettiamo alla Parola di Dio di mettere in discussione le nostre idee, abitudini e decisioni.

Se oggi desideri dire: «Signore Gesù, voglio conoscere meglio la tua voce e radicare saldamente il mio pensiero nella tua Parola», porta a lui questo desiderio. Non chiedergli soltanto di preservarti da un futuro inganno, ma chiedigli oggi di creare in te quell’amore per la verità che è disposto ad ascoltare, esaminare e ubbidire.


🙏 Preghiera finale

Signore Gesù Cristo,

ti ringraziamo perché non lasci che la tua chiesa vada incontro al futuro impreparata. Ancora prima di parlare ai tuoi discepoli di guerre, terremoti e altri sconvolgimenti, li hai messi in guardia contro l’inganno spirituale. Tu conosci il nostro cuore e sai quanto facilmente gli esseri umani possano essere impressionati da voci che suonano religiose e che tuttavia allontanano dalla tua verità.

Perdonaci quando talvolta siamo stati troppo sicuri di noi stessi e abbiamo creduto di non poter mai essere ingannati. Preservaci sia dalla credulità sia da uno spirito sospettoso che non riesce più a riconoscere la tua autentica opera. Donaci quell’atteggiamento spirituale sobrio che rimane aperto alla tua guida e allo stesso tempo esamina attentamente ogni messaggio alla luce della tua Parola.

Donaci una profonda fame delle Sacre Scritture. Aiutaci a non conoscere soltanto singoli versetti, ma a comprendere il grande contesto della tua rivelazione. Fa’ che riconosciamo sempre più chiaramente il tuo carattere, il tuo Vangelo, i tuoi comandamenti e il tuo piano di salvezza. Quando le voci umane contraddicono la tua verità, donaci il coraggio di rimanere fedeli alla tua Parola anche quando la maggioranza sceglie un’altra via.

Donaci soprattutto l’amore per la verità. Preservaci dal desiderio di ascoltare soltanto ciò che conferma le nostre idee. Donaci un cuore umile, disposto a lasciarsi correggere dalla tua Parola, e uno spirito ubbidiente che non rimandi la verità riconosciuta.

Spirito Santo, guidaci nella verità e glorifica Cristo nella nostra vita. Aiutaci a non confondere la tua voce con i nostri desideri. Fa’ che ogni esperienza spirituale, ogni predicazione e ogni nuovo messaggio siano esaminati alla luce della Scrittura e donaci sapienza per ritenere ciò che è buono.

Ti preghiamo anche per le nostre chiese. Rendile luoghi nei quali la tua Parola possiede la massima autorità, nei quali possano essere poste domande sincere e nei quali le persone cerchino insieme la verità. Preserva predicatori, insegnanti e responsabili di chiesa dall’orgoglio e dal tentativo di porre l’autorità umana al di sopra della coscienza degli altri. Dona loro umiltà, chiarezza e l’amore di Cristo.

Insegnaci nello stesso tempo a incontrare con pazienza e mansuetudine coloro che hanno sbagliato. Preservaci dall’usare la verità come un’arma. Fa’ che le nostre parole siano chiare, ma che il nostro cuore sia misericordioso, affinché anche il modo in cui trasmettiamo la verità rifletta il tuo carattere.

Signore Gesù, vogliamo conoscere la tua voce come le pecore conoscono la voce del loro pastore. Fa’ che viviamo ogni giorno vicino a te, affinché nessuna voce estranea possa allontanarci in modo duraturo da te. Quando gli inganni aumentano, radicaci più profondamente nella tua Parola. Quando cresce la confusione religiosa, fissa ancora più saldamente il nostro sguardo su di te. Quando ci sentiamo troppo sicuri di noi stessi, ricordaci che la nostra forza risiede soltanto nella tua grazia.

Preparaci a tutto ciò che avverrà prima del tuo ritorno. Fa’ che non siamo dominati dalla paura, ma dalla fiducia; non dalla ricerca del sensazionale, ma dalla verità; non dall’orgoglio spirituale, ma dall’umile certezza che tu stesso sei capace di guidare e preservare i tuoi figli.

Nel tuo santo nome preghiamo.

Amen.

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