23 minuti 15 ore

🌙 Sei ancora sveglio?

Ogni sera un passo più vicino a Gesù.


📅 5 settembre


🛡️ Confidare in Dio senza metterlo alla prova


📖 Matteo 4,7

«Gesù gli disse: È altresì scritto: “Non tentare il Signore Dio tuo”».
Matteo 4,7


Ieri abbiamo visto come il tentatore pose Gesù sul pinnacolo del tempio e lo esortò a gettarsi nel vuoto. Satana utilizzò persino alcune parole del Salmo 91, cercando di trasformare un’autentica promessa divina nella giustificazione di un’azione sbagliata. Gesù avrebbe dovuto costringere il Padre a intervenire mediante un miracolo e a dimostrare pubblicamente che egli era veramente il Figlio di Dio. La sua risposta mostra come la fede autentica si rapporti alle promesse divine: «Non tentare il Signore Dio tuo».

Gesù rispose nuovamente con la Scrittura, questa volta citando Deuteronomio 6. Non contrappose un versetto biblico a un altro, ma mostrò che la Parola di Dio deve essere compresa nel suo insieme. Il Salmo 91 prometteva la protezione divina, ma questa promessa non autorizzava nessuno a mettersi deliberatamente in pericolo per poi esigere un miracolo. La fede autentica confida nella fedeltà di Dio, senza creare artificialmente una crisi affinché egli sia costretto a dimostrarla.


📖 «È altresì scritto»

Queste poche parole di Gesù sono particolarmente importanti per il nostro rapporto con la Bibbia. Satana aveva realmente citato la Scrittura, ma Gesù non si lasciò ingannare. Egli non conosceva soltanto singoli versetti, ma comprendeva il messaggio più ampio della Parola di Dio. Per questo poté riconoscere che il Salmo 91 non era mai stato scritto per giustificare l’imprudenza.

Anche oggi un singolo versetto biblico può sembrare molto convincente. Talvolta una dichiarazione viene separata dal proprio contesto e applicata in modo tale da assumere quasi il significato opposto rispetto all’insegnamento dell’intero brano. È quindi importante non domandarsi soltanto: «Questa frase si trova nella Bibbia?», ma anche: «Che cosa significa nel suo contesto e in che modo questa interpretazione concorda con le altre affermazioni della Scrittura?»

Se, per esempio, devi prendere una decisione e trovi un versetto che sembra confermare esattamente la tua opinione, non dovresti interrompere immediatamente la verifica. Leggi ciò che precede e segue il versetto, confrontalo con altre chiare affermazioni del Nuovo Testamento e domandati sinceramente se stai cercando la volontà di Dio oppure soltanto una conferma dall’apparenza biblica per il tuo desiderio.

Gesù ci mostra che conoscere la Bibbia non significa essere capaci di citare il maggior numero possibile di frasi isolate. Significa conoscere la Parola di Dio così profondamente da comprenderne il significato e riconoscerne le applicazioni sbagliate.


🛡️ Confidare e mettere alla prova non sono la stessa cosa

A prima vista, gettarsi dal tempio avrebbe potuto sembrare una grande dimostrazione di fede. Gesù avrebbe potuto dire: «Confido così profondamente nel Padre che mi getterò senza esitazione». Proprio questo, però, non sarebbe stato un atto di fede autentica. Sarebbe stato un tentativo di porre Dio in una situazione nella quale, secondo le aspettative umane, sarebbe stato obbligato a intervenire.

La fede autentica non comincia imponendo condizioni a Dio, ma confidando nel suo carattere e nella sua Parola. Quando Dio ha promesso chiaramente qualcosa, possiamo fare affidamento su quella promessa. Non possiamo però ricavare dalle sue promesse dei diritti che egli non ci ha mai concesso.

Questa distinzione è molto importante. La fiducia dice: «Papà, non so come finirà questa situazione, ma desidero rimanere con te». Mettere Dio alla prova significherebbe invece dire: «Se sei veramente con me, adesso devi fare esattamente ciò che mi aspetto».

Nel primo caso affidiamo a Dio la guida; nel secondo cerchiamo di stabilire personalmente le condizioni alle quali siamo disposti a confidare in lui.


🏜️ Gesù ricorda un’antica lezione imparata nel deserto

Con la sua risposta Gesù richiamò un’esperienza vissuta da Israele nel deserto. In Deuteronomio 6 Mosè ricordò al popolo di non tentare Dio come aveva fatto a Massa. In quell’occasione Israele, trovandosi in una situazione difficile, aveva domandato se il Signore fosse veramente in mezzo a loro. Sebbene Dio avesse già guidato e provveduto al popolo, la sua presenza avrebbe dovuto essere dimostrata nuovamente attraverso un intervento visibile.

Satana voleva suscitare proprio questo atteggiamento in Gesù. Poco prima, presso il Giordano, il Padre aveva dichiarato pubblicamente: «Questo è il mio amato Figlio». Gesù avrebbe dovuto agire come se quella dichiarazione non fosse ancora sufficiente e pretendere un’ulteriore prova.

Gesù si rifiutò. La parola del Padre gli bastava.

Anche noi possiamo dimenticare ciò che Dio ci ha già mostrato non appena sorge una nuova difficoltà. Ieri eravamo ancora grati per la sua guida, mentre oggi, a causa di un problema, domandiamo: «Sei ancora qui?» Un’aspettativa delusa può improvvisamente mettere in discussione tutto ciò che avevamo imparato sulla fedeltà divina.

Dio non ci proibisce di porre domande. I Salmi e il Nuovo Testamento presentano persone che espongono apertamente la propria angoscia davanti a lui. Le domande sincere, però, sono diverse dalla pretesa che Dio debba dimostrare la propria fedeltà alle nostre condizioni.


❤️ Puoi avere delle domande senza imporre condizioni a Dio

Forse in questo momento esiste qualcosa che non riesci a comprendere. Una preghiera non ha ricevuto la risposta che speravi, oppure una situazione si prolunga più di quanto ti aspettassi. Potresti persino aver pregato seriamente per ricevere la guida divina e continuare a essere incerto sulla strada da intraprendere.

Puoi parlare di questa incertezza con il tuo caro Papà celeste. La fede non significa reprimere le domande difficili o fingere che tutto sia facile da comprendere. Più tardi Gesù stesso pregò nel Getsemani mentre attraversava una profonda angoscia interiore. La Bibbia non ci presenta un Dio davanti al quale dobbiamo nascondere i nostri sentimenti.

Esiste però una differenza importante tra una domanda sincera e una condizione. Puoi pregare: «Papà, non capisco perché stia accadendo questo. Ti prego, aiutami a confidare ugualmente in te». Sarebbe molto diverso dire: «Se mi ami veramente, devi risolvere questo problema entro domani».

Nella prima preghiera cerchi la vicinanza di Dio in mezzo alla tua incertezza. Nella seconda cerchi di misurare il suo amore secondo una condizione stabilita da te.

Puoi avere delle domande, essere deluso e persino dire di non comprendere il modo in cui Dio sta agendo. Non devi però mettere ogni giorno nuovamente alla prova il suo amore.


🧪 «Se Dio veramente…»

Forse conosci pensieri che cominciano proprio con queste parole: «Se Dio veramente…» Se Dio mi ama veramente, dovrebbe donarmi questa relazione. Se ascolta davvero la mia preghiera, ora dovrei ricevere un segno. Se mi sta veramente guidando, questa decisione non dovrebbe essere così difficile. Se è davvero con me, dovrei sentirmi più forte.

Questi pensieri possono sembrare molto convincenti perché spesso si collegano a desideri e domande autentici. Contengono però un pericolo: definiamo innanzitutto come debbano manifestarsi l’amore o la guida di Dio, per poi giudicarlo in base alla sua conformità alla nostra definizione.

Gesù avrebbe potuto fare la stessa cosa. Avrebbe potuto dire: «Se il Padre mi ama veramente, mi afferrerà». Egli sapeva già, però, che il Padre lo amava e non aveva bisogno di inventare una prova.

Neppure tu devi verificare l’amore di Dio attraverso un esperimento scelto personalmente. La prova più evidente del suo amore non consiste nell’esaudimento di ogni desiderio, ma si trova in Gesù stesso. Quando vogliamo sapere quanto sia autentico l’amore di Dio per noi, il Nuovo Testamento ci conduce sempre nuovamente a Cristo.


✝️ Gesù è la più grande dimostrazione dell’amore di Dio

A volte cerchiamo piccoli segni, mentre Dio ci ha già donato in Gesù qualcosa di molto più grande. Potremmo desiderare che un particolare avvenimento diventi una prova del suo amore, ma il Vangelo ci mostra il Figlio di Dio che venne tra gli esseri umani, li servì e infine diede la propria vita per loro.

Questo non significa che Dio non risponda alle preghiere personali o non ci doni esperienze particolari. Egli lo fa, ma la nostra fede non deve dipendere completamente da esse. Le esperienze cambiano, i sentimenti variano e alcune preghiere ricevono una risposta diversa da quella sperata. Gesù, invece, rimane lo stesso.

Se domani avrai una giornata difficile, l’amore di Dio non sarà diventato più piccolo. Se una preghiera è ancora senza risposta, la croce non ha cessato di essere valida. Se non percepisci intensamente la sua vicinanza, Gesù non è diventato meno Salvatore.

La nostra sicurezza ha bisogno di un fondamento più profondo delle nostre esperienze mutevoli. Questo fondamento è Cristo.


🚦 La protezione divina non sostituisce la tua responsabilità

La risposta di Gesù presso il tempio riguarda anche il nostro rapporto con i rischi. Chi confida in Dio non deve agire deliberatamente in modo irragionevole. La protezione divina non è un’assicurazione per quelle decisioni nelle quali ignoriamo consapevolmente la saggezza e la responsabilità.

Questo vale per il nostro corpo, le nostre relazioni, il nostro rapporto con il denaro e anche per le tentazioni. Se sai che una determinata situazione ti mette ripetutamente in difficoltà, non dovresti entrarvi di proposito per poi pregare Dio di preservarti. Forse la sua risposta consiste proprio nell’averti già donato la saggezza necessaria per evitarla.

Lo stesso principio vale per le decisioni le cui conseguenze sono prevedibili. La preghiera non sostituisce lo studio prima di un esame, la guida responsabile, una gestione ragionevole del denaro o i colloqui necessari all’interno di una relazione. Possiamo chiedere aiuto a Dio e contemporaneamente fare ciò che rientra nella nostra responsabilità.

La fiducia non significa quindi passività, ma unisce la dipendenza da Dio a un comportamento responsabile.


🙏 La preghiera non è un metodo per controllare Dio

La preghiera è una delle possibilità più belle che abbiamo per parlare con il nostro caro Papà. Possiamo presentargli richieste concrete e dirgli molto precisamente ciò che desideriamo. Gesù stesso insegnò ai discepoli a chiedere, e il Nuovo Testamento ci incoraggia a portare davanti a Dio le nostre necessità.

La preghiera, tuttavia, non è una tecnica attraverso la quale possiamo costringere Dio a realizzare i nostri progetti. Talvolta nasce inconsapevolmente l’idea che, pregando abbastanza a lungo, con sufficiente intensità o con una fede abbastanza grande, Dio sia obbligato a fare esattamente ciò che gli chiediamo.

Gesù mostra una fiducia diversa. Egli sa che il Padre è buono senza cercare di controllarlo. Più tardi, nel Getsemani, esprimerà persino un desiderio molto concreto, pregando contemporaneamente affinché sia fatta la volontà del Padre.

Anche noi possiamo pregare in questo modo. Puoi dire: «Papà, desidero veramente che questa situazione si risolva così». Puoi però aggiungere: «Confido in te anche se tu vedi una strada diversa».

Questa non è una forma debole di preghiera, ma un’espressione profonda di fiducia.


🧭 La guida divina è più di un segno

Quando dobbiamo prendere una decisione importante, a volte desideriamo ricevere un segno inequivocabile. Potremmo chiedere a Dio che accada un determinato evento, che qualcuno pronunci una frase precisa o che una porta si apra in un modo particolare. Vorremmo così ottenere la sicurezza senza dover più valutare nulla.

Spesso, però, la guida di Dio è meno spettacolare. Egli ci ha donato la sua Parola, la capacità di ragionare, la preghiera e la possibilità di chiedere consiglio a persone sagge. Talvolta guida attraverso le circostanze, ma anche queste devono essere esaminate.

Una porta aperta non rappresenta automaticamente la volontà di Dio e una difficoltà non significa necessariamente che ci troviamo sulla strada sbagliata. Gesù stesso fu condotto dallo Spirito nel deserto, sebbene quella via fosse difficile.

Quando devi prendere una decisione, quindi, non sei costretto a cercare continuamente segni straordinari. Verifica se la scelta concorda con la Parola di Dio, prega per ricevere saggezza, rifletti sulle possibili conseguenze e, se necessario, parlane con un cristiano maturo di cui ti fidi. Quando poi devi agire, puoi prendere una decisione responsabile senza possedere una conoscenza assoluta del futuro.

La fede non significa che ogni incertezza scompaia, ma che confidiamo in Dio anche entro i limiti della nostra conoscenza.


📱 Desideriamo spesso una conferma immediata

Siamo abituati a ricevere risposte rapide. Un messaggio viene letto, una pubblicazione riceve reazioni e una ricerca produce risultati in pochi secondi. Per questo può diventare più difficile affrontare situazioni nelle quali non giunge una risposta immediata.

Forse trasferiamo questa aspettativa persino su Dio. Preghiamo e, già poche ore dopo, controlliamo interiormente se sia accaduto qualcosa. Quando non vediamo alcun cambiamento, cominciamo a dubitare.

Le relazioni, però, non funzionano come i motori di ricerca. La fiducia si sviluppa anche nei periodi nei quali non sappiamo immediatamente come finirà una situazione. Proprio in quei momenti la nostra fede può diventare più profonda, perché impariamo a non dipendere soltanto dai risultati immediati.

Ciò non significa che aspettare sia piacevole. Alcune domande senza risposta possono pesare molto. Puoi però imparare a convivere con una questione ancora aperta senza trasformarla immediatamente in un dubbio sul carattere di Dio.

Forse oggi non sai perché stia accadendo qualcosa. Puoi tuttavia sapere a chi affidare la tua incertezza.


🪞 Che cosa accadrebbe se Dio dicesse di no?

A volte può essere utile domandarsi: «Che cosa accadrebbe alla mia fiducia in Dio se rispondesse di no al mio desiderio?» Questa domanda può mostrare se stiamo cercando Dio stesso oppure principalmente ciò che desideriamo ricevere da lui.

Naturalmente un no può fare male. Se una cosa è davvero importante per te, non devi fingere che la risposta di Dio ti sia indifferente. Gesù stesso mostrò nel Getsemani che la sottomissione alla volontà del Padre può comprendere autentiche lotte interiori.

Se però tutto il nostro rapporto con Dio dipende dal fatto che egli esaudisca i nostri desideri, la fiducia diventa facilmente uno scambio: io credo, prego e ubbidisco, e in cambio Dio deve darmi ciò che voglio.

Il Vangelo ci invita a qualcosa di più profondo. Possiamo amare Dio perché è Dio e perché in Gesù abbiamo conosciuto il suo carattere. I suoi doni sono buoni, ma colui che dona è più grande di ogni singolo dono.

Forse esiste un desiderio per il quale questa sera puoi dire: «Papà, tu sai quanto questo sia importante per me. Te lo chiedo, ma non voglio far dipendere la mia relazione con te dal fatto che la tua risposta corrisponda esattamente alle mie speranze».


🌱 La fiducia cresce attraverso il ricordo

Quando sorge una nuova difficoltà, dimentichiamo facilmente come Dio ci abbia già guidato. Può quindi essere utile ricordarlo consapevolmente. Forse una preghiera è stata esaudita, un testo biblico ti ha aiutato proprio al momento giusto, Dio ha utilizzato una persona oppure ti ha sostenuto durante un periodo difficile.

Questi ricordi non dimostrano che ogni situazione futura si svolgerà allo stesso modo, ma possono ricordarci che la paura presente non racconta tutta la storia.

Immediatamente prima di entrare nel deserto, Gesù aveva udito la voce del Padre. Quando il tentatore mise in dubbio la sua identità di Figlio, Gesù non ebbe bisogno di una nuova prova. La parola del Padre rimaneva vera.

Anche noi possiamo imparare a non ricominciare da zero davanti a ogni nuova difficoltà. La fedeltà dimostrata ieri da Dio non ci concede il diritto di stabilire come dovrà agire domani, ma ci offre un motivo per continuare a confidare in lui.


🤍 Puoi confidare in Dio anche quando non lo comprendi

Confidare non significa aver ricevuto risposta a tutte le domande. Se potessimo comprendere Dio completamente, egli non sarebbe più grande della nostra mente. Nel Nuovo Testamento incontriamo ripetutamente persone che non compresero immediatamente Gesù. Persino i suoi discepoli dovettero imparare che la via divina poteva essere completamente diversa da quella che avevano immaginato.

Probabilmente anche tu vivrai situazioni per le quali non troverai una spiegazione immediata. Alcune domande si chiariranno in seguito, mentre altre rimarranno aperte a lungo. In quei momenti puoi mantenere contemporaneamente due convinzioni: «Non lo comprendo» e «Desidero comunque confidare in Dio».

Queste affermazioni non si contraddicono. Proprio qui, al contrario, la fiducia comincia ad assumere il suo vero significato. Quando vediamo e comprendiamo già tutto, abbiamo ben poco bisogno di fidarci.

Il tuo caro Papà non ti chiede di presentare ogni difficoltà come qualcosa di positivo. Ti invita a portargli le tue domande e a rimanere con lui mentre non possiedi ancora una risposta completa.


🌙 Prima di addormentarti questa sera

Forse in questo momento esiste una questione per la quale desideri assolutamente una risposta precisa da Dio. Forse aspetti già da molto tempo e ti accorgi che la tua pazienza sta diminuendo. Questa sera non devi sminuire quel desiderio. Di’ sinceramente al tuo caro Papà ciò che vorresti e perché sia così importante per te.

Domandati poi se hai inconsapevolmente trasformato il tuo desiderio in una condizione: «Se Dio mi ama, deve…» oppure «Se Dio mi guida, allora deve…» Se riconosci una simile condizione, puoi parlargli anche di questo.

Presso il tempio Gesù non ebbe bisogno di un’ulteriore prova dell’amore del Padre. Confidò nella parola che era già stata pronunciata. Anche tu puoi imparare a non far dipendere la tua relazione con Dio da un nuovo segno.

Forse domani la tua preghiera riceverà una risposta, forse dovrai aspettare ancora oppure Dio ti guiderà in modo diverso da quello che avevi immaginato. In ogni caso puoi rimanere con Gesù e sapere che il carattere di Dio non deve essere nuovamente dimostrato ogni mattina.


💭 Rifletti

Esiste attualmente una preghiera o un desiderio per il quale fai inconsapevolmente dipendere l’amore o la fedeltà di Dio dal fatto che egli agisca esattamente come ti aspetti? Rifletti inoltre se, davanti alle decisioni importanti, tendi a cercare segni spettacolari oppure sei disposto a considerare insieme la Parola di Dio, la preghiera, una riflessione ragionevole e un buon consiglio, continuando a confidare in lui anche quando non scompare ogni incertezza.


🌟 Spunto per domani

Se domani una domanda senza risposta ti renderà inquieto, non cercare immediatamente di ottenere un nuovo segno. Ricorda invece qualcosa che il Nuovo Testamento ti ha già insegnato con certezza riguardo a Dio e portagli nella preghiera la tua concreta incertezza. Di’ sinceramente al tuo caro Papà quale risposta desideri, ma affidagli consapevolmente il modo e il momento in cui agirà. Se devi prendere una decisione pratica, esamina allo stesso tempo ciò che rientra nella tua responsabilità e non agire con imprudenza usando come pretesto l’idea che Dio interverrà comunque.


🙏 Preghiera

Caro Papà,

ti ringrazio perché presso il tempio Gesù confidò in te e non pretese un’ulteriore dimostrazione del tuo amore. Ti ringrazio perché non si lasciò indurre a utilizzare le tue promesse per una prova scelta da lui stesso.

Tu conosci le mie domande senza risposta e le cose che attendo già da molto tempo. Sai quali risposte desidero e quanto mi risulti difficile quando la tua guida assume una forma diversa da quella che mi aspettavo. Aiutami a esprimerti sinceramente questi desideri senza trasformarli in condizioni per la mia fiducia.

Perdonami quando penso che tu debba fare qualcosa di preciso affinché io possa credere che mi ami o che sei con me. Aiutami a trovare sempre più profondamente la mia sicurezza in Gesù e nella tua Parola.

Donami saggezza nel modo in cui mi rapporto alle tue promesse. Preservami dall’utilizzare singoli versetti biblici soltanto per confermare le mie idee. Aiutami a comprendere la tua Parola nel suo contesto e a essere disposto a lasciarmi correggere da essa.

Aiutami anche ad assumermi le mie responsabilità. Non desidero agire con imprudenza aspettandomi poi che tu impedisca ogni conseguenza. Mostrami ciò che posso e devo fare, e donami allo stesso tempo fiducia per tutto ciò che rimane fuori dal mio controllo.

Se domani non riceverò una risposta immediata, aiutami ad aspettare. Quando sono incerto, guidami attraverso la tua Parola e il tuo Spirito. Se i miei progetti si sviluppano diversamente, ricordami che il tuo amore non è diventato più piccolo.

Desidero imparare a confidare in te non soltanto quando comprendo le tue vie, ma anche a rimanere con Gesù quando le domande restano aperte.

Amen.


🌙 Dormi bene. Il tuo caro Papà non ha bisogno di superare una prova inventata da te per dimostrare la propria fedeltà. Puoi affidargli le tue domande, i tuoi desideri e le tue incertezze, agire responsabilmente e confidare nel fatto che il suo amore è già stato manifestato chiaramente in Gesù. A domani.

Visited 1 times, 1 visit(s) today