🌍 QUANDO IL MONDO SI AVVICINA ALLA SUA FINE
🕯️ Speranza, vigilanza e fedeltà in Matteo 24–25
📖 Parte 1 – Predica 3
🎭 Quando l’inganno sembra verità – Esaminato alla luce della Scrittura
🕯️ Riconoscere l’inganno alla luce della Scrittura e rimanere fedeli a Cristo
📜 Testo principale
«Allora, se qualcuno vi dice: “Il Cristo è qui”, oppure: “È là”, non lo credete; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. Ecco, ve l’ho predetto. Se dunque vi dicono: “Eccolo, è nel deserto”, non vi andate; “Eccolo, è nelle stanze interne”, non lo credete. Infatti, come il lampo esce da levante e si vede fino a ponente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo».
Matteo 24,23–27
🔦 Versetto guida
«Alla legge! Alla testimonianza! Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui nessuna aurora!»
Isaia 8,20
🧭 Pensiero centrale del sermone
L’inganno più pericoloso non si presenta apertamente come una menzogna, ma combina un linguaggio religioso, esperienze impressionanti e segni soprannaturali con un messaggio contrario alla Parola di Dio. Cristo, tuttavia, non lascia la sua chiesa senza orientamento. Chi conosce Gesù, è radicato nella Sacra Scrittura ed esamina ogni dottrina ed esperienza alla luce della Parola rivelata di Dio non deve rimanere indifeso davanti agli inganni futuri.
🌅 Saluto e introduzione
Cara comunità, nei primi due sermoni di questa serie abbiamo visto che ogni realtà terrena può essere scossa e che Dio stesso pone un limite alla grande tribolazione. Nel brano di oggi Gesù parla di un altro pericolo, ancora più difficile da riconoscere della persecuzione aperta. Quando un nemico attacca apertamente, sappiamo almeno di trovarci in pericolo; quando invece l’inganno assume un’apparenza religiosa, è accompagnato da segni e porta persino il nome di Cristo, può sembrare verità.
Gesù comincia il suo discorso sugli ultimi tempi con l’avvertimento: «Guardate che nessuno vi seduca». Nel corso di Matteo 24 ripete più volte questa ammonizione. Parla anche di guerre, carestie, terremoti e persecuzioni, ma nessun altro tema viene messo in risalto con altrettanta insistenza quanto la seduzione spirituale. Egli chiarisce così che il pericolo più grande degli ultimi tempi non consisterà nel fatto che il popolo di Dio conosca troppo poco gli sviluppi politici, ma nel rischio che le persone scambino un inganno religioso per l’opera di Dio.
Una menzogna evidente può essere spesso riconosciuta rapidamente. Un inganno efficace, invece, contiene abbastanza verità da apparire credibile. Utilizza termini biblici conosciuti, parla di Gesù, guarigione, pace, amore o risveglio e può essere accompagnato da esperienze straordinarie. Nei punti decisivi, tuttavia, modifica l’immagine di Dio, relativizza i suoi comandamenti, mette in ombra l’opera redentrice di Cristo oppure colloca le esperienze umane al di sopra della Sacra Scrittura.
Gesù annuncia questo pericolo affinché i suoi figli siano preparati. Le sue parole non vogliono creare un’atmosfera di sospetto nella quale vediamo frode dappertutto, ma offrirci un fondamento chiaro sul quale distinguere la verità dall’errore. Il Signore non desidera una chiesa credulona, pronta a dichiarare divino ogni avvenimento straordinario, ma neppure una comunità fredda e diffidente, che respinga ogni opera dello Spirito Santo. Egli ci chiama a una fede che rimane aperta all’azione di Dio e, allo stesso tempo, esamina attentamente ogni cosa alla luce della sua Parola.
📜 Illustrazione narrativa: Il messaggio sigillato
La storia seguente è un’illustrazione narrativa ambientata sullo sfondo delle prime comunità cristiane dopo la fuga da Gerusalemme.
Erano trascorsi diversi anni da quando Mattia aveva lasciato Gerusalemme insieme alla propria famiglia. Ora vivevano con altri cristiani in una città al di là del Giordano. La nuova vita non era stata facile. Mattia aveva aperto una bottega, Anna si occupava dei viaggiatori e dei bisognosi, mentre la loro figlia Miriam era ormai diventata una giovane donna. Gerusalemme era stata distrutta, ma le parole di Gesù avevano avvertito in tempo i credenti e mostrato loro la via della salvezza.
In un caldo pomeriggio comparve sulla piazza del mercato un uomo sconosciuto. La sua veste era coperta di polvere, ma la sua voce suonava forte e convincente. In pochi minuti una grande folla si radunò intorno a lui. Raccontò di essere venuto dal deserto e di avervi incontrato un uomo che molti ritenevano essere il Messia promesso.
«Guarisce i malati», gridò lo sconosciuto. «Persone incapaci di camminare da anni si alzano in piedi. Conosce i pensieri di quanti gli stanno davanti e, quando prega, appare fuoco nel cielo. Questa sera stessa si manifesterà nel deserto. Chi crede nella liberazione d’Israele venga con noi».
La notizia si diffuse rapidamente e attirò l’attenzione anche di alcuni cristiani. Un uomo di nome Ruben corse da Mattia e gli raccontò con agitazione ciò che aveva udito.
«Forse il Signore è ritornato», disse Ruben. «Lo abbiamo atteso tanto a lungo. E se perdessimo questa occasione?»
Mattia mise da parte i propri attrezzi e guardò pensieroso l’amico. «Quest’uomo ha detto che Gesù è apparso nel deserto?»
«Sì. Molti hanno visto i suoi miracoli».
«Allora non dobbiamo andarci».
Ruben reagì con stupore. «Come puoi giudicare tanto rapidamente? Non lo hai né visto né ascoltato. Forse Dio sta operando in un modo che non ci aspettavamo».
«È possibile», rispose Mattia con calma. «Dio non è vincolato alle nostre aspettative, ma non contraddice mai la parola che ha già pronunciato».
Entrò in casa e prese un piccolo rotolo sul quale erano state trascritte alcune parti del discorso pronunciato da Gesù sul monte degli Ulivi. I credenti avevano custodito con cura quelle parole, perché molti di loro ne avevano sperimentato personalmente il valore salvifico durante la fuga da Gerusalemme. Mattia srotolò con cautela il documento e lesse:
«Se dunque vi dicono: “Eccolo, è nel deserto”, non vi andate; “Eccolo, è nelle stanze interne”, non lo credete!»
Matteo 24,26
Ruben rimase in silenzio. Dopo qualche istante, però, obiettò: «Ma che cosa dobbiamo pensare dei miracoli? Dio permetterebbe davvero a un falso profeta di compiere simili prodigi?»
Mattia lesse la frase immediatamente precedente:
«Perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti».
Matteo 24,24
«Gesù non ci ha detto che ogni miracolo costituisca una prova della verità», spiegò Mattia. «Al contrario, ci ha avvertiti che proprio l’inganno può essere accompagnato da grandi segni».
Nel frattempo era arrivata anche Miriam. Ricordava la notte in cui la sua famiglia aveva abbandonato Gerusalemme. Allora suo padre le aveva spiegato che dovevano fidarsi della parola di Gesù più di quanto vedevano con i propri occhi.
«È la stessa decisione di allora», disse. «Quando i Romani si ritirarono, tutto sembrava sicuro, ma la parola di Gesù ci diceva di fuggire. Ora qualcosa sembra divino, ma la parola di Gesù ci dice di non andare».
Mattia annuì. «I nostri occhi possono vedere soltanto ciò che accade davanti a loro. Gesù, invece, conosce anche ciò che si nasconde dietro un’apparenza».
Quella sera molte persone lasciarono la città e si recarono nel deserto. Anche alcuni cristiani si unirono a loro. Mattia, la sua famiglia e un piccolo gruppo di credenti rimasero indietro. Si riunirono in una casa, lessero le parole di Gesù e pregarono affinché Dio riconducesse indietro coloro che avevano seguito quel messaggio.
A notte inoltrata Ruben fece ritorno. Era stanco, mortificato e visibilmente sconvolto. Il presunto Messia aveva parlato di una rivolta armata, chiesto denaro e preteso un’obbedienza assoluta. Quando alcuni ascoltatori gli avevano rivolto domande, i suoi seguaci li avevano minacciati. Ruben era riuscito a fuggire.
«I suoi segni sembravano convincenti», disse a bassa voce. «Quando mi trovavo là, volevo credere che tutto fosse autentico. Soltanto quando ha preteso che gli ubbidissimo ciecamente mi sono ricordato delle vostre parole».
Mattia non gli rivolse alcun rimprovero. Prese il rotolo e lo posò sul tavolo.
«Questa parola ci ha guidati fuori da Gerusalemme», disse. «Oggi ti ha ricondotto fuori da un inganno. Ci preserverà anche in futuro, se non ci lasceremo guidare da ciò che appare impressionante, ma da quello che Cristo ha detto».
Miriam osservò il piccolo rotolo. Il materiale era modesto e la scrittura appariva già sbiadita in alcuni punti. Lo sconosciuto sulla piazza aveva parlato ad alta voce e raccontato miracoli spettacolari, mentre quella sera la verità di Dio era stata letta senza alcun segno visibile in una casa semplice. Si era tuttavia dimostrato quale messaggio possedesse veramente la luce.
1. ⚠️ Il primo avvertimento di Gesù: non lasciatevi sedurre
Quando i discepoli domandarono a Gesù quale sarebbe stato il segno del suo ritorno e della fine del mondo, egli non cominciò la propria risposta con un elenco cronologico di avvenimenti politici. La sua prima dichiarazione fu un avvertimento personale:
«Guardate che nessuno vi seduca. Poiché molti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”, e ne sedurranno molti».
Matteo 24,4–5
Gesù non dice soltanto che compariranno poche persone il cui inganno sarà facile da riconoscere. Parla di «molti» che verranno nel suo nome e riusciranno a sedurre numerose persone. L’inganno avrà un’apparenza cristiana, utilizzerà il nome di Gesù e rivendicherà un’autorità spirituale. Proprio per questo la chiesa deve imparare a distinguere tra un nome cristiano e il vero Cristo della Bibbia.
Paolo mise in guardia la comunità di Corinto dallo stesso pericolo:
«Infatti, se uno viene a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che abbiamo predicato noi, o se si tratta di ricevere uno spirito diverso da quello che avete ricevuto, o un vangelo diverso da quello che avete accettato, voi lo sopportate volentieri».
2 Corinzi 11,4
È possibile parlare spesso di Gesù e, nello stesso tempo, presentare un Gesù diverso. Un «altro Gesù» può essere un salvatore che offre consolazione senza chiamare al ravvedimento, conferma i desideri umani senza prendere sul serio i comandamenti di Dio oppure viene ammirato come maestro spirituale mentre la sua morte sostitutiva e la sua risurrezione corporea perdono ogni importanza centrale. Il Gesù della Bibbia è invece, allo stesso tempo, Creatore, Legislatore, Agnello sacrificale, Signore risorto, Sommo Sacerdote celeste, Giudice e Re che ritorna.
Anche un «vangelo diverso» può utilizzare termini religiosi familiari. Può promettere pace senza riconciliazione, perdono senza pentimento, potenza spirituale senza ubbidienza oppure salvezza senza la croce. Paolo, tuttavia, dichiara:
«Ma anche se noi o un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anatema».
Galati 1,8
Neppure un’apparizione angelica può essere accettata senza essere esaminata. L’identità di un messaggero non viene dimostrata dal suo splendore esteriore e la verità di un messaggio non dipende dall’intensità dell’esperienza che lo accompagna. Decisiva rimane la sua conformità al Vangelo che Dio ha già rivelato nella Sacra Scrittura.
2. 🎭 Perché l’inganno religioso può apparire tanto convincente
Una menzogna grossolana rivela generalmente in modo aperto la propria contraddizione con la verità. L’inganno spirituale procede invece con maggiore sottigliezza: mescola la verità con l’errore, utilizza termini corretti attribuendo loro un significato diverso e si rivolge ai sentimenti prima che la mente abbia la possibilità di esaminare il messaggio. Può presentarsi come una risposta straordinaria ai desideri più profondi di una persona.
Chi piange la perdita di una persona cara può essere raggiunto da un’apparizione che assume l’identità del defunto. Chi è gravemente malato può venire influenzato dalla promessa di una guarigione soprannaturale. Chi soffre per la propria colpa può accogliere un messaggio che offre conforto senza chiamare il peccato con il suo nome. Chi cerca certezza religiosa può seguire qualcuno che afferma con sicurezza di ricevere rivelazioni dirette da Dio.
La Bibbia non nega che possano avvenire segni soprannaturali, ma ci mette in guardia dall’attribuire automaticamente ogni segno a Dio. Già Mosè spiegò a Israele:
«Quando sorgerà in mezzo a te un profeta o un sognatore che ti proporrà un segno o un prodigio, e il segno o il prodigio di cui ti avrà parlato si compirà, ed egli ti dirà: “Andiamo dietro a dèi stranieri, che tu non hai mai conosciuto, e serviamoli”, tu non darai ascolto alle parole di quel profeta o di quel sognatore».
Deuteronomio 13,2–4
Il segno annunciato poteva realmente compiersi, ma il suo adempimento non dimostrava che il messaggero fosse stato mandato da Dio. Il messaggio doveva essere esaminato per stabilire se conducesse il popolo alla fedeltà verso il vero Dio. Un miracolo che spinge alla disubbidienza non porta l’approvazione del cielo.
In Egitto i maghi del faraone imitarono alcuni dei segni compiuti da Mosè e Aaronne per ordine di Dio. Le loro imitazioni limitate dovevano creare l’impressione che non esistesse una differenza decisiva tra la potenza divina e la magia egiziana. Alla fine, però, i limiti della loro forza divennero evidenti. Per un certo periodo l’originale e l’imitazione poterono sembrare simili, ma non possedevano la stessa origine e non conducevano al medesimo risultato.
Anche negli ultimi tempi l’effetto visibile di un’apparizione impressionerà molte persone più della Parola scritta di Dio:
«E operava grandi prodigi sino a far scendere fuoco dal cielo sulla terra in presenza degli uomini. E seduceva gli abitanti della terra con i prodigi che le era dato di fare in presenza della bestia».
Apocalisse 13,13–14
Giovanni non dice che le persone verranno sedotte nonostante i segni, ma proprio «a causa dei prodigi». Ciò che esse considerano una prova definitiva diventerà lo strumento del loro inganno. La nostra fede deve quindi imparare fin da oggi a poggiare su un fondamento più saldo dei miracoli visibili e dei sentimenti intensi.
3. 🔍 Gli eletti non sono automaticamente invulnerabili
Gesù descrive i falsi cristi e i falsi profeti come talmente convincenti che cercheranno di sedurre, «se fosse possibile, anche gli eletti». Questa formulazione non deve condurci né a una falsa sicurezza né alla disperazione. Essa rivela quanto grave sarà l’inganno e mostra, nello stesso tempo, che Cristo ha preparato una via per custodire i suoi figli.
Gli eletti non possiedono un’infallibilità naturale e non possono perseverare perché sarebbero più intelligenti, diffidenti o religiosi degli altri. Pietro era un discepolo chiamato da Cristo ed era convinto che non sarebbe mai caduto, ma poche ore dopo rinnegò Gesù tre volte. La sua esperienza mostra quanto sia pericolosa la fiducia spirituale in sé stessi.
Paolo avverte:
«Perciò, chi pensa di stare in piedi guardi di non cadere».
1 Corinzi 10,12
Chi è convinto di non poter mai essere ingannato ha già perduto una protezione importante. Potrebbe esaminare con minore attenzione ciò che ascolta perché si fida del proprio giudizio. L’umiltà, invece, riconosce che ogni essere umano può essere sedotto quando si allontana da Cristo e dalla sua Parola.
Gesù pregò per i propri discepoli:
«Santificali nella verità: la tua parola è verità».
Giovanni 17,17
Gli eletti non vengono custoditi dalla propria intelligenza, ma da Cristo, che li santifica nella verità. Rimangono disposti a imparare, esaminano sé stessi, accolgono la correzione biblica e rimangono uniti al Salvatore. La loro sicurezza non dipende dalla conoscenza anticipata di ogni particolare dell’inganno, ma dalla familiarità con la voce del vero Pastore.
«Le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Ma un estraneo non lo seguiranno; anzi, fuggiranno via da lui perché non conoscono la voce degli estranei».
Giovanni 10,4–5
Una pecora non deve studiare la voce di ogni possibile impostore. Ciò che conta è che conosca bene la voce del pastore. Allo stesso modo, la preparazione migliore non consiste nell’analizzare ogni falsa dottrina in tutti i suoi dettagli, ma nel conoscere così bene il carattere, le parole e l’opera redentrice di Gesù da riconoscere la contraddizione quando viene presentato un altro Cristo.
4. 📖 La Sacra Scrittura è il criterio vincolante
Isaia viveva in un tempo nel quale le persone non volevano più ascoltare la Parola di Dio. Per ricevere orientamento si rivolgevano a negromanti e indovini. Il profeta rispose:
«Un popolo non deve forse consultare il suo Dio? Si rivolgerà forse ai morti in favore dei vivi? Alla legge! Alla testimonianza! Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui nessuna aurora!»
Isaia 8,19–20
L’espressione «alla legge e alla testimonianza» rimanda alla Parola già data da Dio. Ogni nuovo messaggio, ogni dottrina religiosa e ogni esperienza soprannaturale devono essere esaminati alla sua luce. Se contraddicono la Parola rivelata, non possiedono alcuna luce divina, indipendentemente dall’impressione che suscitano o dal numero di persone che li seguono.
I credenti di Berea ci offrono un esempio importante. Quando Paolo annunciò loro il Vangelo, accolsero volentieri le sue parole, senza rinunciare a esaminarle:
«Or questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica, perché ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così».
Atti 17,11
Non respinsero Paolo per diffidenza, ma lo ascoltarono con apertura. Nello stesso tempo, non accettarono il suo messaggio soltanto per la sua personalità o per la forza persuasiva del suo discorso. Confrontarono quotidianamente ciò che udivano con la Scrittura. L’apertura e la verifica non erano in contraddizione.
Giovanni rivolge alla chiesa la medesima esortazione:
«Carissimi, non crediate a ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se sono da Dio, perché molti falsi profeti sono sorti nel mondo».
1 Giovanni 4,1
L’invito a esaminare riguarda l’intera comunità. Non soltanto i predicatori, i teologi o i dirigenti di chiesa devono saper distinguere. Ogni credente ha bisogno di conoscere personalmente la Bibbia. Se le nostre convinzioni dipendono esclusivamente da ciò che affermano un oratore popolare, una personalità religiosa o un canale digitale, la nostra fede rimane dipendente da un’autorità estranea.
Riferendosi all’ultimo inganno, Ellen White sottolinea che soltanto coloro la cui mente è permeata dalle verità bibliche riusciranno a perseverare. Il suo serio avvertimento afferma:
«Solo coloro che hanno fortificato la loro mente con le verità della Bibbia potranno superare l’ultimo grande conflitto».
La preparazione non avviene quindi mediante una lettura superficiale di alcuni versetti preferiti, ma attraverso una conoscenza profonda e organica della verità biblica. Ellen G. White, Il gran conflitto, capitolo 37: «Le Scritture, nostra salvaguardia»
5. 🧭 Come esaminare un messaggio spirituale
Una dottrina deve essere esaminata innanzitutto considerando l’immagine di Gesù che presenta. Riconosce il Cristo biblico come Figlio eterno di Dio, divenuto uomo, vissuto senza peccato, morto al nostro posto per i nostri peccati, risorto corporalmente, operante per noi come Sommo Sacerdote e destinato a ritornare visibilmente? Giovanni indica proprio la confessione di Gesù Cristo come un criterio decisivo:
«Da questo conoscete lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce pubblicamente che Gesù Cristo è venuto nella carne è da Dio».
1 Giovanni 4,2
Dobbiamo poi domandarci in che modo il messaggio tratta la legge di Dio. Lo Spirito Santo non contraddice mai i comandamenti che egli stesso ha ispirato. Una dottrina può parlare molto d’amore, ma se dichiara irrilevante l’ubbidienza separa l’amore dalla sua espressione biblica.
«Perché questo è l’amore di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi».
1 Giovanni 5,3
Anche l’insegnamento sullo stato dei morti assume un’importanza decisiva per gli ultimi tempi. La Bibbia descrive la morte come un sonno privo di conoscenza cosciente degli avvenimenti terreni:
«Infatti i viventi sanno che moriranno; ma i morti non sanno nulla».
Ecclesiaste 9,5
«Il suo fiato se ne va, ed egli ritorna alla sua terra; in quel giorno periscono i suoi progetti».
Salmo 146,4
Quando un’apparizione afferma di essere una persona defunta, non possiamo permettere che i sentimenti e i ricordi familiari sostituiscano il criterio biblico. Dio ha espressamente proibito il contatto con i morti perché dietro simili manifestazioni possono trovarsi non i defunti, ma spiriti seduttori. La speranza cristiana non riposa in un’anima naturalmente immortale che continua a vivere coscientemente dopo la morte, ma nella risurrezione al ritorno di Gesù.
«Perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo».
1 Tessalonicesi 4,16
Infine, un messaggio deve essere esaminato in base ai suoi frutti spirituali. Conduce all’umiltà, al ravvedimento, all’amore, alla purezza e all’ubbidienza, oppure produce orgoglio, culto della personalità, fanatismo e dipendenza da un dirigente umano? Gesù disse:
«Li riconoscerete dai loro frutti».
Matteo 7,16
Questi criteri devono essere applicati insieme. Un messaggio non è necessariamente vero perché sembra produrre alcuni buoni frutti, poiché anche un sistema falso può svolgere attività benefiche e generare esperienze convincenti. Allo stesso modo, non basta una professione di fede formulata correttamente se il risultato pratico allontana le persone dai comandamenti di Dio. L’intero messaggio deve essere esaminato alla luce dell’intera Scrittura.
6. ✨ Perché segni e prodigi non bastano
Molte persone ritengono che una vera guarigione o un miracolo inspiegabile possano provenire soltanto da Dio. Gesù stesso contraddice questa convinzione parlando di falsi profeti che compiranno «grandi segni e prodigi». Anche Apocalisse 16 descrive spiriti demoniaci capaci di compiere segni e radunare i governanti della terra per l’ultimo conflitto.
«Essi sono spiriti di demòni capaci di compiere dei miracoli. Essi vanno dai re di tutta la terra per radunarli per la battaglia del gran giorno del Dio onnipotente».
Apocalisse 16,14
Ciò non significa che ogni avvenimento straordinario debba essere demoniaco. Dio continua ad agire, ascolta le preghiere, guida le persone e può anche guarire. La Bibbia ci invita tuttavia a esaminare il messaggio che accompagna il segno. Il miracolo non si trova al di sopra della Parola, ma viene giudicato attraverso di essa.
Gesù avvertì che nel giorno del giudizio alcune persone si richiameranno alle proprie opere soprannaturali:
«Molti mi diranno in quel giorno: “Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demòni e fatto in nome tuo molte opere potenti?”. Allora dichiarerò loro: “Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!”».
Matteo 7,22–23
Queste persone utilizzano il nome di Gesù e riferiscono di messaggi profetici, liberazioni e miracoli. Nella propria risposta Cristo non nega esplicitamente che siano accadute cose straordinarie, ma dichiara che non era mai esistita una relazione vivente con lui. L’attività spirituale non sostituisce una fede ubbidiente.
Il versetto seguente mostra come questa relazione diventi visibile:
«Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia».
Matteo 7,24
Anche qui Gesù collega la preservazione all’ascolto e all’ubbidienza alla sua Parola. Un’esperienza spettacolare può impressionarci, ma soltanto la verità di Dio può rinnovare il nostro carattere e fondare la nostra vita sulla roccia.
7. 👑 Il ritorno di Gesù non potrà rimanere nascosto
Gesù offre alla sua chiesa un segno particolarmente chiaro del proprio ritorno:
«Se dunque vi dicono: “Eccolo, è nel deserto”, non vi andate; “Eccolo, è nelle stanze interne”, non lo credete. Infatti, come il lampo esce da levante e si vede fino a ponente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo».
Matteo 24,26–27
Il vero ritorno di Gesù non avverrà in una stanza segreta né sarà limitato a un luogo remoto. Nessuno dovrà intraprendere un viaggio per vedere il Cristo ritornato e nessuno avrà bisogno di riceverne notizia di seconda mano. La sua venuta sarà personale, visibile, udibile, potente e percepibile in tutto il mondo.
Giovanni scrive:
«Ecco, egli viene con le nuvole e ogni occhio lo vedrà».
Apocalisse 1,7
Paolo aggiunge:
«Perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo».
1 Tessalonicesi 4,16
Gesù non apparirà da solo sulla terra per spostarsi poi da un luogo all’altro, ma verrà nella gloria del Padre accompagnato da tutti gli angeli santi:
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti gli angeli, prenderà posto sul suo trono glorioso».
Matteo 25,31
Al suo ritorno i morti in Cristo risusciteranno, i credenti viventi saranno trasformati ed entrambi i gruppi verranno rapiti per incontrare il Signore nell’aria. I redenti non accoglieranno Gesù sulla terra affinché stabilisca segretamente in questo mondo un regno terreno, ma saranno presi presso di lui:
«Poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore».
1 Tessalonicesi 4,17
Queste caratteristiche bibliche ci proteggono da un falso Cristo che appaia in un luogo determinato, compia miracoli e dichiari di essere ritornato sulla terra. Anche se una simile figura apparisse benevola, citasse parole bibliche e sembrasse guarire gli ammalati, non dovremmo seguirla. Gesù ci ha avvertiti in anticipo: «Non lo credete».
8. 🐍 L’ultima contraffazione di Cristo
Fin dall’inizio del gran conflitto, Satana cerca di rappresentare falsamente il carattere di Dio. Nel giardino dell’Eden mise in dubbio la Parola divina e affermò che la disubbidienza non avrebbe condotto alla morte:
«Il serpente disse alla donna: “No, non morirete affatto”».
Genesi 3,4
Questa prima menzogna continua ad agire nell’idea secondo cui l’essere umano possiederebbe per natura un’entità immortale e cosciente che sopravvive alla morte. Si prepara così il terreno per le manifestazioni spiritistiche. Quando le persone credono che i defunti possano comunicare con loro, accetteranno più facilmente messaggi apparentemente provenienti da familiari amati, santi o personaggi biblici.
Paolo spiega che Satana non presenta sempre il proprio inganno in una forma spaventosa:
«Non c’è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce».
2 Corinzi 11,14
L’espressione «angelo di luce» mostra quanto possa apparire convincente la contraffazione. Satana non offrirà necessariamente il male nella sua forma manifesta. Può promettere pace, unità e rinnovamento spirituale mentre allontana gradualmente le persone dalla verità di Dio.
Nell’ultimo grande inganno Satana cercherà di contraffare Cristo stesso. Ellen White descrive un’apparizione impressionante che, in diversi luoghi, creerà l’illusione che il Salvatore sia già ritornato. La figura parlerà con gentilezza, guarirà malattie e ripeterà alcune verità pronunciate da Gesù, ma contraddirà la legge di Dio in un punto decisivo. L’inganno potrà quindi essere smascherato non attraverso l’impressione esteriore, ma esclusivamente mediante la Bibbia. Ellen G. White, Il gran conflitto, capitolo 39: «Il tempo di distretta»
Questo avvertimento riveste particolare importanza per l’annuncio avventista degli ultimi tempi. Se una figura soprannaturale affermasse di essere Cristo e dichiarasse contemporaneamente che il primo giorno della settimana è il giorno di riposo santificato da Dio, il suo messaggio sarebbe contrario al quarto comandamento. Dio non annullerà il proprio ordinamento e il vero Gesù, al suo ritorno, non modificherà un comandamento da lui istituito come Creatore e proclamato sul Sinai.
Il sabato non è un segno distintivo scelto dagli uomini né un’opera meritoria. Esso indica il Creatore ed esprime la nostra decisione di porre l’autorità divina al di sopra della tradizione umana. Nel suo nucleo, l’ultimo inganno riguarda quindi la domanda su quale parola debba essere vincolante per la nostra coscienza.
9. 🕊️ Lo Spirito Santo non conduce mai lontano dalla Scrittura
Alcune persone contrappongono lo Spirito Santo alla Bibbia, ritenendo che un’esperienza spirituale immediata sia più viva ed elevata della Parola scritta. Lo Spirito Santo, però, ha ispirato egli stesso la Scrittura e non trasmetterà mai un messaggio contrario alla sua precedente rivelazione.
«Infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell’uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio perché sospinti dallo Spirito Santo».
2 Pietro 1,21
Gesù disse dello Spirito della verità:
«Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà».
Giovanni 16,14
L’autentica opera dello Spirito Santo colloca Cristo al centro, convince di peccato, conduce alla verità e trasforma il carattere. Non produce dipendenza da una persona carismatica, disprezzo per la dottrina biblica o orgoglio spirituale. Quando qualcuno afferma che lo Spirito gli avrebbe permesso di ignorare chiare dichiarazioni della Scrittura, possiamo essere certi che non è stato lo Spirito di Dio a parlare.
Nello stesso tempo, per paura dell’inganno non dobbiamo respingere ogni esperienza di fede autentica e viva. Paolo unisce entrambi gli aspetti:
«Non spegnete lo Spirito. Non disprezzate le profezie; ma esaminate ogni cosa e ritenete il bene».
1 Tessalonicesi 5,19–21
Non dobbiamo spegnere lo Spirito né disprezzare i doni spirituali, ma siamo chiamati a esaminare ogni cosa. Possiamo conservare con gratitudine ciò che corrisponde alla verità biblica e produce buoni frutti. Dobbiamo invece respingere ciò che contraddice la Parola di Dio, anche quando appare emotivamente commovente o soprannaturalmente impressionante.
10. 🏠 La chiesa ha bisogno di una cultura dell’esame
Una comunità sana non considera sospette le domande. Quando ogni richiesta critica di chiarimento viene trattata come mancanza di fede, nasce un ambiente nel quale può svilupparsi l’abuso spirituale. La guida biblica non pretende un’ubbidienza cieca agli esseri umani. Anche i dirigenti, i predicatori e gli insegnanti della chiesa rimangono subordinati alla Parola di Dio.
Pietro esorta gli anziani:
«Pascete il gregge di Dio che è affidato alle vostre cure, sorvegliandolo non per obbligo, ma volenterosamente secondo Dio; non per vile guadagno, ma di buon animo; non come dominatori di quelli che vi sono affidati, ma come esempi del gregge».
1 Pietro 5,2–3
Un dirigente spirituale che rifiuta di sottoporsi all’esame biblico non agisce nello spirito di Cristo. L’autorità autentica serve, spiega, ascolta e indirizza oltre sé stessa verso Gesù. La falsa autorità spirituale pretende fedeltà personale, reprime le domande e colloca le proprie rivendicazioni al di sopra della coscienza altrui.
Anche i messaggi straordinari devono essere esaminati dalla comunità. Paolo scrive:
«Anche i profeti parlino in due o tre e gli altri giudichino».
1 Corinzi 14,29
Questo ordinamento protegge tanto la comunità quanto il singolo messaggero. Nessuno possiede, soltanto in virtù di una forte convinzione personale, il diritto di presentare le proprie impressioni come una rivelazione divina vincolante. La comunità deve esaminare alla luce della Scrittura se un messaggio sia vero, equilibrato e spiritualmente sano.
Ciò vale anche per i contenuti diffusi oggi attraverso libri, video, social media e piattaforme digitali. Una presentazione professionale non costituisce una prova della verità. Un grande numero di spettatori non significa che Dio abbia approvato il messaggio. Anche una persona che cita molti versetti biblici può separarli dal loro contesto e collegarli in modo da costruire una dottrina contraria alla testimonianza complessiva della Scrittura.
Dobbiamo quindi imparare a domandarci non soltanto se un’affermazione sembri biblica, ma se derivi realmente dalla Bibbia. A tale scopo bisogna leggere il contesto, considerare i testi paralleli e comprendere i passi difficili alla luce delle dichiarazioni più chiare. La Bibbia interpreta sé stessa e nessuna formulazione singola e isolata può essere utilizzata per annullare la testimonianza complessiva della Scrittura.
11. 🛡️ Come sviluppare oggi il discernimento spirituale
Il discernimento spirituale cresce attraverso uno studio regolare e umile della Sacra Scrittura. Chi legge soltanto occasionalmente alcuni versetti rimane più facilmente dipendente da affermazioni impressionanti. Chi invece studia interi libri biblici, ne comprende i collegamenti e segue l’opera di Dio attraverso la storia della salvezza sviluppa una conoscenza ordinata della verità.
Non si tratta soltanto di aumentare le proprie conoscenze. Gesù disse ai capi religiosi del suo tempo:
«Voi investigate le Scritture, perché pensate di avere per mezzo di esse vita eterna, ed esse sono quelle che rendono testimonianza di me; eppure non volete venire a me per avere la vita!»
Giovanni 5,39–40
Essi possedevano conoscenze bibliche, ma respingevano colui al quale le Scritture rimandavano. Il vero studio della Bibbia conduce a Cristo, approfondisce la dipendenza dalla sua grazia e trasforma la vita. Se la nostra conoscenza ci rende orgogliosi, duri o litigiosi, abbiamo raccolto informazioni senza comprendere lo scopo della Parola.
La preghiera è inseparabile dal discernimento. Giacomo promette:
«Se qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data».
Giacomo 1,5
Possiamo chiedere concretamente a Dio di purificare le nostre motivazioni e preservarci dall’autoinganno. Talvolta le persone accolgono un messaggio falso perché promette esattamente ciò che desiderano intensamente ascoltare. Chi si sottomette alla volontà di Dio sarà disposto a respingere anche un messaggio piacevole quando non concorda con la Scrittura.
Anche l’ubbidienza affina la percezione spirituale. Gesù disse:
«Se uno vuol fare la volontà di lui, conoscerà se questa dottrina è da Dio o se io parlo di mio».
Giovanni 7,17
Chi ha già deciso di compiere la volontà di Dio riconosce più chiaramente la verità. Chi, invece, desidera conservare un determinato peccato o evitare una richiesta scomoda diventa più vulnerabile verso gli insegnamenti che confermano la strada da lui scelta.
Abbiamo infine bisogno della comunione con credenti spiritualmente maturi. Una persona che si isola può confondere più facilmente le proprie impressioni con la guida di Dio. In una comunità caratterizzata dall’amore, le osservazioni possono essere confrontate, le domande possono essere poste e le conclusioni unilaterali corrette. Questa comunione non sostituisce la responsabilità personale, ma ci aiuta a riconoscere i nostri punti ciechi.
12. ❤️ La verità e l’amore non devono essere separati
Nel combattimento contro l’inganno esiste il pericolo di diventare duri e litigiosi. Alcune persone possono difendere dottrine corrette e, nello stesso tempo, trattare gli altri senza pazienza e misericordia. Paolo collega quindi la maturità spirituale all’esortazione a dire «la verità nell’amore»:
«Seguendo la verità nell’amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo».
Efesini 4,15
L’amore privo di verità diventa sentimentale e può confermare le persone in un errore pericoloso. La verità priva d’amore diventa fredda e può rinnegare il carattere di Cristo che vorrebbe difendere. Gesù univa perfettamente entrambi gli aspetti: chiamava il peccato con il suo nome e, contemporaneamente, trattava i peccatori con una misericordia che apriva loro la via del ravvedimento.
Quando una persona segue una falsa dottrina non dovremmo deriderla. Molti vengono ingannati non perché respingano consapevolmente Dio, ma perché cercano consolazione, guarigione, certezza o vicinanza spirituale. Dietro la loro credulità può nascondersi un profondo bisogno umano. Non li aiutiamo disprezzando la loro esperienza, ma mostrando con pazienza perché la Parola di Dio offre un fondamento più affidabile.
Paolo scrive:
«Il servo del Signore non deve litigare, ma deve essere mite con tutti, capace di insegnare, paziente. Deve istruire con mansuetudine gli oppositori nella speranza che Dio conceda loro di ravvedersi per riconoscere la verità».
2 Timoteo 2,24–25
Il nostro scopo non consiste nel vincere una discussione, ma nel riconquistare una persona alla verità e a Cristo. Lo stesso Gesù che disse chiaramente «Non lo credete» pianse per coloro che si lasciavano ingannare. La sua verità è chiara, ma il suo cuore rimane pieno di compassione.
🌄 Conclusione: La Parola apparentemente modesta che preserva
Ritorniamo ancora una volta nella piccola casa nella quale Mattia depose il rotolo sul tavolo. Sulla piazza del mercato un uomo aveva parlato di segni spettacolari, guarigioni e di una rivelazione segreta nel deserto. Il suo messaggio aveva suscitato curiosità, speranza ed entusiasmo religioso. Il rotolo nella casa, invece, appariva esteriormente modesto: non risplendeva, non compiva miracoli visibili e non attirava una grande folla. Conteneva tuttavia le parole di Gesù, che preservarono la sua comunità dall’inganno.
Miriam aveva compreso che la decisione del presente somigliava a quella presa durante la fuga da Gerusalemme. Allora i loro occhi vedevano una città apparentemente sicura, mentre la parola di Gesù li chiamava a fuggire. Ora le persone vedevano segni impressionanti, mentre la parola di Gesù diceva: «Non andate» e «Non lo credete». In entrambe le situazioni la fede consisteva nel confidare in Cristo più che nell’impressione visibile.
Anche noi potremmo essere confrontati con messaggi che esercitano sui nostri sentimenti un influsso più intenso della voce tranquilla della Scrittura. Potrebbero essere accompagnati da guarigioni, apparizioni, predizioni straordinarie o da un’atmosfera religiosa travolgente. La nostra sicurezza non dipenderà dalla capacità di spiegare ogni fenomeno e non dovremo neppure dimostrare in quale modo ogni segno sia stato prodotto. Sarà sufficiente riconoscere che il messaggio contraddice la chiara Parola di Dio.
Gesù ci ha annunciato l’inganno prima che raggiungesse il suo culmine, mostrandoci così che non siamo abbandonati senza difesa. Il vero Cristo ha reso udibile la propria voce nella Scrittura. Ha descritto chiaramente il modo in cui ritornerà, ci ha istruiti sullo stato dei morti, ha rivelato la validità permanente dei propri comandamenti e ci ha mostrato come riconoscere l’opera del suo Spirito.
Il piccolo rotolo della storia ci ricorda che la verità di Dio può apparire esteriormente poco spettacolare ed essere, nello stesso tempo, più potente di qualsiasi messa in scena religiosa. Il cielo e la terra passeranno, ma le parole di Gesù non passeranno. Chi rimane fondato su questa Parola possiede un terreno sicuro quando l’inganno assume l’apparenza della verità.
📣 Appello
Cara comunità, vogliamo domandarci innanzitutto su che cosa siano fondate le nostre convinzioni spirituali. Crediamo qualcosa perché ci commuove, perché ne sono convinte molte persone, perché lo insegna una personalità conosciuta oppure perché lo abbiamo esaminato attentamente alla luce dell’intera Sacra Scrittura? I sentimenti, le esperienze e gli insegnanti umani possono avere un ruolo legittimo, ma non devono mai assumere l’autorità della Parola di Dio.
Vogliamo inoltre chiederci se conosciamo personalmente il vero Gesù della Bibbia. Il discernimento spirituale non cresce soltanto attraverso la conoscenza delle false dottrine, ma soprattutto attraverso una relazione viva con Cristo. Chi ascolta quotidianamente le sue parole, riceve la sua grazia, ama i suoi comandamenti e segue la sua guida diventa familiare con la voce del buon Pastore.
Forse fino a oggi hai accettato una dottrina o un’esperienza senza esaminarla profondamente. Cristo non ti umilia per questo, ma ti invita a portare ogni cosa nella sua luce. La verità non deve temere un esame sincero. Ciò che proviene da Dio viene confermato dalla sua Parola; ciò che la contraddice può essere abbandonato, anche quando ci è stato familiare per molto tempo.
Se oggi desideri dire: «Signore Gesù, preservami dall’inganno e fonda saldamente il mio pensiero sulla tua Parola», presentagli questa richiesta. Chiedigli contemporaneamente un cuore umile che sappia accogliere la correzione, una volontà ubbidiente e quell’amore capace di trasmettere la verità senza durezza. Colui che ha avvertito i propri discepoli è anche colui che può custodirli.
🙏 Preghiera conclusiva
Signore Gesù Cristo, ti ringraziamo perché non ci hai lasciati nell’incertezza riguardo agli inganni futuri. Hai avvertito in tempo i tuoi discepoli e ci hai mostrato che non ogni manifestazione religiosa, non ogni miracolo e non ogni messaggio pronunciato nel tuo nome provengono da te. Ci hai dato contemporaneamente un criterio sicuro: la tua Parola rivelata.
Perdonaci quando abbiamo confidato nelle voci umane più che nella Sacra Scrittura. Perdonaci quando i sentimenti, l’entusiasmo religioso, le esperienze straordinarie o il riconoscimento degli altri hanno influenzato le nostre decisioni più della tua verità. Liberaci dall’orgoglio spirituale e dall’idea che non potremmo mai essere ingannati.
Donaci una profonda fame della tua Parola. Aiutaci a non leggere la Bibbia soltanto in modo superficiale o occasionale, ma a comprenderne profondamente il messaggio. Mostraci Cristo in ogni parte della Scrittura e fa’ che la nostra conoscenza conduca a una relazione viva con te. Preservaci dal conoscere molte verità senza tuttavia venire realmente a te.
Donaci il tuo Spirito Santo affinché possiamo distinguere la verità dall’errore. Insegnaci a esaminare attentamente i messaggi spirituali senza diventare sospettosi e freddi. Rendici aperti alla tua opera autentica e, contemporaneamente, saldi contro tutto ciò che contraddice la tua Parola. Aiutaci a non spegnere lo Spirito, ma a esaminare ogni cosa e conservare ciò che è buono.
Proteggi in modo particolare coloro che, a causa del lutto, della malattia, della solitudine o della paura, sono diventati vulnerabili alle false promesse. Circondali con il tuo amore e conducili alla speranza che trova il proprio fondamento soltanto in te. Preservali dalle voci che sfruttano la loro nostalgia e dona loro persone capaci di spiegare la tua verità con pazienza e misericordia.
Prepara la tua chiesa per l’ultimo grande inganno. Aiutaci a comprendere chiaramente le caratteristiche del tuo ritorno e a credere fermamente che verrai in modo visibile, udibile e con grande gloria. Preservaci dal seguire un Cristo che appaia sulla terra, si mostri in luoghi nascosti oppure modifichi la tua legge santa.
Insegnaci ad amare il tuo sabato come segno della tua potenza creatrice, della tua redenzione e della tua sovranità. Fa’ che la nostra ubbidienza non nasca dalla paura o dall’orgoglio umano, ma da un profondo amore per te. Scrivi mediante il tuo Spirito i tuoi comandamenti nei nostri cuori e rendi il nostro carattere simile al tuo.
Dona umiltà e fedeltà ai predicatori, agli insegnanti e ai dirigenti delle comunità. Preservali dal collocare l’autorità umana al di sopra della coscienza altrui. Trasforma le nostre chiese in luoghi nei quali le domande vengono prese sul serio, le dottrine vengono esaminate biblicamente e le persone vengono guidate con amore verso la verità.
Signore Gesù, desideriamo conoscere così bene la tua voce da non seguire quella di un estraneo. Tienici vicini a te quando l’inganno appare convincente e la maggioranza sceglie una strada diversa. Donaci il coraggio di confidare nella tua Parola anche quando i nostri occhi rimangono impressionati e i nostri sentimenti vengono profondamente scossi.
Ti ringraziamo perché sei più forte del nemico e perché nessuno può strappare i tuoi figli dalla tua mano. Porta a compimento l’opera che hai iniziato in noi e custodiscici fino al giorno in cui ritornerai sulle nuvole del cielo e ogni occhio ti vedrà.
Preghiamo nel tuo santo nome.
Amen.
