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🌅 Ritorno alla fonte della vita

Riflessioni sabatiche per il silenzio, il rinnovamento e l’incontro con Dio


🙏 La preghiera che trasforma il cuore

🔥 9. Liberaci dal male


«…ma liberaci dal male.»
Matteo 6:13 – seconda parte


🕊️ Una storia – nella notte della tempesta

Il lago non era più tranquillo.

Quella che era iniziata come una normale traversata si era trasformata in una tempesta che aveva cambiato ogni cosa. Il vento diventava sempre più forte, le onde si abbattevano sulla barca, l’acqua entrava e, con il passare dei minuti, la paura cresceva.

I discepoli non erano estranei a quel lago. Conoscevano l’acqua e sapevano come governare una barca. Ma quella notte la loro esperienza non bastava. La situazione stava sfuggendo loro di mano.

E in mezzo a quel caos Gesù dormiva.

Per un momento dovettero decidere: avrebbero continuato a lottare da soli oppure si sarebbero rivolti a lui?

Alla fine lo svegliarono.

«Signore, salvaci, siamo perduti!»
(Matteo 8:25)

Non fu una preghiera elaborata. Non ci furono parole lunghe. Soltanto un grido sincero proveniente da una situazione che non riuscivano più a controllare.

Gesù si alzò, parlò al vento e alle onde, e tutto tornò tranquillo.

Non lentamente.

Immediatamente.

Ma il vero miracolo non fu soltanto la calma sul lago. Fu la consapevolezza che non erano mai stati soli.

🌿 Che cosa significa «liberaci dal male»?

Con queste parole la preghiera raggiunge un punto nel quale ogni cosa converge. È la richiesta di salvezza, di liberazione e di protezione da tutto ciò che ci separa da Dio.

Il male non è soltanto qualcosa di esteriore. Si manifesta nei pensieri, nelle decisioni e nelle strutture che ci influenzano. È reale, e non siamo sempre in grado di resistergli.

Per questo la richiesta è così chiara: ho bisogno di essere salvato.

Ellen G. White lo descrive così:
«In questa richiesta riconosciamo di non poterci liberare da soli. Chiediamo a Dio di liberarci dal potere del male e di porci sotto la sua protezione.»
(Ellen G. White, Con Gesù sul monte delle beatitudini, capitolo “Il Padre nostro”)

E scrive inoltre:
«L’essere umano si trova in un conflitto spirituale. Ma Dio non lo lascia solo. Chi si affida a lui può sapere di essere custodito e guidato.»
(Con Gesù sul monte delle beatitudini, capitolo “Il Padre nostro”)

🔥 La realtà del conflitto

Non viviamo in uno spazio neutrale. Esistono forze che cercano di allontanarci da Dio e influenze che modellano il nostro modo di pensare.

A volte sono evidenti. Spesso sono sottili.

Non si tratta sempre di grandi decisioni, ma di piccoli passi che lentamente ci allontanano. Pensieri che mettono radici. Abitudini che ci plasmano.

Proprio per questo questa richiesta è così importante. Ci ricorda che non siamo indipendenti.

🌙 Una salvezza che viene dall’esterno

I discepoli nella tempesta non potevano salvarsi da soli. La loro conoscenza, la loro esperienza e le loro forze non erano sufficienti.

Soltanto quando si rivolsero a Gesù la situazione cambiò.

Lo stesso accade nella nostra vita interiore. Essere liberati non significa tirarci fuori da soli, ma rivolgerci a Colui che può salvarci.

Ellen G. White scrive:
«Dio è pronto a liberare l’essere umano. Ma questa liberazione comincia quando l’uomo riconosce di averne bisogno e si rivolge a Dio.»
(Con Gesù sul monte delle beatitudini, capitolo “Il Padre nostro”)


🌾 Il sabato come luogo di liberazione

Il sabato ci ricorda ogni settimana che Dio non è soltanto il nostro Creatore, ma anche il nostro Redentore. Egli ci invita a uscire dal rumore di un mondo caduto e a sperimentare nuovamente che la nostra speranza non si trova nelle nostre possibilità, ma nella sua potenza salvifica.

La richiesta «…liberaci dal male» assume durante il sabato un significato particolare. Nel corso della settimana sperimentiamo continuamente quanto il peccato, la sofferenza, la tentazione e l’ingiustizia segnino il nostro mondo. Il sabato, però, dirige il nostro sguardo verso Colui che è più forte di tutte le potenze del male. Ci ricorda che il gran conflitto tra Cristo e Satana è già stato deciso e che la vittoria finale appartiene a Cristo.

Già nell’Antico Testamento il sabato era un segno di liberazione. Mosè ricordò a Israele che Dio lo aveva condotto fuori dalla schiavitù d’Egitto con mano potente (Deuteronomio 5:15). Ogni celebrazione del sabato era quindi anche una confessione: non apparteniamo più al faraone, ma al Signore. Questa liberazione indicava la redenzione ancora più grande compiuta da Cristo sulla croce. Egli non ci libera soltanto da una schiavitù esteriore, ma anche dal potere del peccato e del male.

Ellen G. White scrive:

«Il sabato è il segno della potenza di Cristo che ci santifica. Esso ci ricorda il Creatore e, nello stesso tempo, il Redentore che può liberare l’essere umano dal dominio del peccato.»

Proprio per questo il sabato è un giorno di speranza. Ci ricorda che il male non avrà l’ultima parola. Anche se combattiamo quotidianamente contro le tentazioni, soffriamo per le conseguenze del peccato o sperimentiamo il dolore di questo mondo, possiamo sapere che l’opera di redenzione di Dio non è ancora conclusa. Cristo guida i suoi figli passo dopo passo fino al giorno in cui il peccato, la morte e la sofferenza scompariranno per sempre.

Il sabato ci offre uno spazio protetto nel quale non dobbiamo nascondere le nostre lotte. Possiamo portare davanti a Dio le nostre paure, le nostre sconfitte e i nostri legami interiori. Egli conosce le nostre debolezze e, nonostante ciò, ci invita a entrare nella sua presenza. Là sperimentiamo che la liberazione non significa innanzitutto diventare più forti da soli, ma confidare in Colui che è più forte del male.

Nella comunione con Dio cresce anche la nostra fiducia. La sua Parola ci ricorda le sue promesse, la preghiera ci unisce nuovamente alla sua potenza e la comunione dei credenti ci mostra che non percorriamo da soli il cammino della fede. Il sabato ci fortifica per il conflitto spirituale della settimana successiva e dirige continuamente il nostro sguardo verso Cristo, il nostro Vincitore.

Ma il sabato indica una realtà ancora più grande. È un’anticipazione del riposo eterno nel regno di Dio. Ogni celebrazione del sabato annuncia il giorno in cui Cristo ritornerà per liberare definitivamente il suo popolo. Allora la richiesta «Liberaci dal male» troverà il suo perfetto adempimento. Non vi saranno più tentazioni, lacrime, paura, peccato o morte. I figli di Dio vivranno per sempre alla sua presenza.

Forse proprio qui si trova il messaggio più profondo del sabato: esso ci ricorda settimana dopo settimana che non siamo stati creati per il conflitto, ma per la comunione con Dio. Fino al ritorno di Cristo, egli ci accompagna attraverso ogni prova. E un giorno ci libererà completamente.

Così il sabato diventa un luogo santo di liberazione, un giorno nel quale possiamo riconoscere nuovamente che la nostra salvezza non dipende dalle nostre forze, ma soltanto da Gesù Cristo, che ha vinto il male e condurrà con sicurezza i suoi figli alla meta.


🤲 Invito

Rifletti oggi su ciò che ti fa sentire legato. In quale ambito ti accorgi di non riuscire più ad andare avanti da solo?

Porta proprio questo davanti a Dio.


Preghiera

Padre,
tu conosci la mia vita e le mie lotte.

Tu vedi dove sono debole,
dove cado
e dove non so più come andare avanti.

Ti prego:
liberami.

Liberami da ciò
che mi separa da te
e ponimi sotto la tua protezione.

Sii tu il mio aiuto,
la mia forza
e la mia salvezza.

E guidami nella libertà
che soltanto tu puoi donare.

Amen.

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