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🤩 Storie bibliche per meravigliarsi

Dove i miracoli di Dio diventano grandi – per bambini piccoli e grandi


☁️ Giobbe, capitolo 35 – Eliu parla di Dio, dell’uomo e della preghiera

🙏 Quando la preghiera è più di una richiesta d’aiuto


🌅 Introduzione

Nel capitolo precedente Eliu aveva parlato con grande fermezza della giustizia di Dio. Aveva affermato che Dio non agisce con malvagità e non perverte il diritto. Dio vede i re e i poveri, i potenti e i deboli. Nessuno è troppo importante davanti a lui e nessuno è troppo piccolo.

Eppure Eliu non era ancora soddisfatto delle parole di Giobbe. Gli sembrava che Giobbe stesse dicendo: Io sono giusto, ma questo non mi serve a nulla. Ho cercato Dio, ma la mia vita è comunque piena di sofferenza. A che cosa serve allora vivere rettamente?

Eliu risponde ora a questo pensiero. Dirige lo sguardo di Giobbe verso l’alto. Gli dice: Guarda il cielo. Osserva le nuvole, che sono più alte di te. Dio è più grande dell’essere umano. Il peccato dell’uomo non rende Dio più piccolo e la giustizia umana non rende Dio più grande. Dio non dipende da noi.

Ma questo non significa che gli esseri umani siano indifferenti a Dio. Eliu vuole mostrare che ciò che le persone fanno riguarda soprattutto le altre persone. Il male ferisce gli uomini. Il bene aiuta gli uomini. Dio rimane perfetto nella sua grandezza, ma vede molto bene come gli esseri umani si trattano a vicenda.

Questo capitolo parla anche della preghiera. Eliu parla di persone che gridano nella loro sofferenza perché sono oppresse. Ma domanda: cercano davvero Dio, il loro Creatore? Oppure gridano soltanto perché vogliono uscire rapidamente dalla difficoltà? Impariamo così che la preghiera è più di una richiesta d’aiuto. La vera preghiera cerca Dio stesso.


📖 La storia biblica


Eliu mette in discussione il pensiero di Giobbe

Eliu comincia ponendo una domanda a Giobbe. Gli chiede se pensi di essere più giusto di Dio. Secondo Eliu, il lamento di Giobbe sembrava accusare troppo duramente il modo di agire di Dio.

Nel suo dolore Giobbe aveva detto spesso di non poter rinunciare alla propria innocenza. Non voleva confessare una colpa che non aveva commesso. Aveva anche domandato perché dovesse soffrire così gravemente, mentre i suoi amici lo accusavano ingiustamente.

Eliu percepisce in questo un pericolo. Pensa che Giobbe guardi troppo alla propria giustizia e troppo poco alla grandezza di Dio. Per questo vuole ricordargli che nessun essere umano può comprendere completamente Dio.

Ma anche qui è importante ricordare che Giobbe non è un ribelle freddo contro Dio. È un uomo sofferente che cerca Dio. Le sue domande nascono dal dolore. Eliu desidera correggerlo, ma la ferita di Giobbe rimane profonda.

⚖️ A che cosa serve essere giusti?

Eliu riprende un pensiero che crede di riconoscere nelle parole di Giobbe: quale vantaggio ne ricavo se non pecco? Che cosa ottengo se cerco di vivere rettamente e devo comunque soffrire?

È una domanda difficile. Spesso le persone desiderano che il buon comportamento venga ricompensato immediatamente e in modo visibile. Chi è onesto dovrebbe avere pace. Chi cerca Dio non dovrebbe provare dolore. Chi evita il male dovrebbe essere protetto.

Ma la storia di Giobbe mostra che la vita non appare sempre così semplice. Una persona può amare Dio e vivere comunque giorni molto difficili. Può essere sincera e venire comunque fraintesa.

Eliu vuole mostrare a Giobbe che la giustizia non è priva di valore soltanto perché non produce subito un guadagno visibile. Ma non bisogna neppure considerare Dio come qualcuno che l’essere umano potrebbe arricchire mediante il proprio buon comportamento.

☁️ Eliu dice: guarda il cielo

Eliu invita Giobbe a guardare il cielo. Deve osservare le nuvole, che sono più alte di lui. Questa immagine è semplice e potente. L’essere umano si trova sulla terra, piccolo e limitato. Sopra di lui si estende un cielo immenso.

Le nuvole possono apparire gigantesche. Passano molto in alto sopra gli esseri umani. Le possiamo vedere, ma non possiamo semplicemente raggiungerle con la mano. Ci ricordano che esistono realtà più elevate di noi.

Per i cuori piccoli e grandi possiamo dire questo: quando guardiamo verso l’alto, comprendiamo di non essere il centro di ogni cosa. Il cielo ci ricorda di diventare umili.

Eliu usa questa immagine per indicare la grandezza di Dio. Se persino le nuvole sono più alte di noi, quanto più grande è Dio, che le ha create?

👑 Dio è più grande del peccato umano

Eliu dice: se pecchi, che cosa fai a Dio? Se le tue trasgressioni sono numerose, che cosa gli provochi? Con questo non intende dire che il peccato sia privo di importanza. Vuole dire che Dio non diventa debole, più piccolo o meno divino a causa del peccato dell’uomo.

Le persone possono ferirsi a vicenda. Possono mentire, rubare, insultare, comportarsi con durezza o danneggiare gli altri. Ma la gloria di Dio non viene distrutta da tutto questo. Dio rimane santo anche quando gli uomini agiscono male.

Questo dovrebbe rendere l’essere umano umile. Non dobbiamo pensare che le nostre decisioni possano far cadere Dio dal suo trono. Dio non è fragile come un essere umano.

Ma proprio perché Dio rimane santo, il peccato è grave. Non distrugge Dio, ma distrugge le relazioni, la fiducia, la pace e il cuore dell’uomo.

🌱 Dio è anche più grande della giustizia umana

Eliu dice anche: se sei giusto, che cosa dai a Dio? Che cosa riceve Dio dalla tua mano? Con questo vuole dire che Dio non è povero e non ha bisogno delle nostre buone opere per diventare più ricco o più completo.

Quando un bambino porta alla propria madre un piccolo fiore, la madre non diventa ricca grazie a quel dono. Ma si rallegra per l’amore del bambino. Allo stesso modo, le nostre buone azioni non possono rendere Dio più grande, ma possono dimostrare che il nostro cuore lo onora.

Dio non ha bisogno della nostra giustizia come se fosse incompleto senza di noi. Ma si rallegra di un cuore che cerca la verità, l’amore e la misericordia.

Eliu vuole ricordare a Giobbe che la giustizia non è un commercio nel quale l’uomo offre qualcosa a Dio per ricevere immediatamente in cambio una vita comoda. La giustizia è la risposta di un cuore che prende Dio sul serio.

👥 Le nostre azioni influenzano gli altri

Eliu afferma che la malvagità di un uomo colpisce soprattutto persone simili a lui e che la sua giustizia reca beneficio agli altri esseri umani. Questo significa che ciò che facciamo ha conseguenze sugli altri.

Quando qualcuno mente, Dio non soffre come se potesse venire danneggiato. Ma le persone perdono la fiducia. Quando qualcuno si comporta con cattiveria, ferisce un altro cuore. Quando qualcuno ruba, un’altra persona viene privata di qualcosa.

Lo stesso vale per il bene. Quando qualcuno è onesto, nasce la fiducia. Quando qualcuno condivide, una persona bisognosa viene sostenuta. Quando qualcuno consola, il cuore di chi è triste diventa più leggero.

Per i bambini è facile comprenderlo: una parola gentile può rendere più luminoso il giorno di un’altra persona. Una parola cattiva può renderlo pesante. Le nostre azioni non rimangono limitate a noi stessi.

😢 Le persone gridano sotto l’oppressione

Eliu parla poi di persone che gridano perché sono duramente oppresse. Chiedono aiuto perché i potenti le schiacciano. Soffrono a causa della violenza, dell’ingiustizia e di pesi difficili da sopportare.

Giobbe stesso aveva parlato molto dell’ingiustizia presente nel mondo. Aveva visto poveri, vedove, orfani e persone deboli costrette a soffrire. Anche Eliu prende ora in considerazione questi gridi.

Quando le persone vengono oppresse, gridano. È comprensibile. Il dolore cerca una voce. Chi soffre invoca aiuto, liberazione e la fine della propria afflizione.

Ma Eliu pone una domanda più profonda: queste persone gridano soltanto perché vogliono uscire dalla sofferenza oppure cercano veramente Dio, il Creatore?

🙏 Dov’è Dio, il mio Creatore?

Eliu dice che molti gridano, ma non domandano: dov’è Dio, il mio Creatore, che dona canti nella notte? È una frase molto bella e solenne.

Dio non è soltanto un soccorritore per i momenti difficili. È il Creatore. Ha donato la vita. Conosce la notte. E può donare un canto persino nei tempi più oscuri.

Per i cuori piccoli e grandi questo significa che la preghiera è più di un segnale d’allarme. Naturalmente possiamo chiedere aiuto a Dio. Ma la vera preghiera cerca Dio stesso. Non domanda soltanto: come posso uscire rapidamente da questa difficoltà? Domanda anche: Dio, dove sei? Mostrati a me.

Eliu vuole mostrare che alcune persone gridano forte nella sofferenza, ma il loro cuore non si volge realmente a Dio. Vogliono aiuto, ma non necessariamente la vicinanza di Dio.

🎶 Dio può donare canti nella notte

Eliu descrive Dio come Colui che dona canti di lode nella notte. La notte rappresenta qui l’oscurità, la paura, le preoccupazioni e i tempi difficili. Un canto nella notte è qualcosa di speciale.

Quando tutto è luminoso, cantare è più facile. Quando la vita procede bene, essere riconoscenti è più semplice. Ma quando tutto è oscuro e nasce comunque un canto nel cuore, allora si tratta di un dono di Dio.

Questo non significa che le persone tristi debbano sempre cantare con gioia. Giobbe pianse molto e il suo lamento è riportato nella Bibbia. Ma Dio può donare una scintilla di speranza in mezzo all’oscurità.

Un canto nella notte può essere anche una fiducia pronunciata a bassa voce: Dio, non ti vedo chiaramente, ma mi aggrappo a te. Non comprendo ogni cosa, ma desidero cercarti.

🦅 Dio ci insegna più degli animali

Eliu dice che Dio ci insegna più degli animali della terra e ci rende più saggi degli uccelli del cielo. Gli animali sono capaci di fare molte cose. Gli uccelli costruiscono nidi, percorrono grandi distanze in volo e trovano il cibo. Gli animali possiedono capacità sorprendenti.

Ma l’essere umano può conoscere Dio, riflettere sul bene e sul male, pregare, ringraziare e assumersi delle responsabilità. Questo è un dono particolare.

Ai bambini si può dire: un uccello può cantare meravigliosamente, ma non scrive una preghiera. Un animale può trovare la propria strada, ma non domanda quale sia la volontà di Dio. Gli esseri umani possono cercare Dio consapevolmente.

Eliu ricorda questo: se Dio ci ha donato una comprensione così grande, non dobbiamo limitarci a gridare come gli animali quando proviamo dolore. Dobbiamo cercare Dio come nostro Creatore.

🤐 Perché alcuni gridi rimangono senza risposta

Eliu afferma che gli uomini gridano, ma Dio non risponde a causa dell’orgoglio dei malvagi. Con questo intende dire che non ogni grido forte è automaticamente una preghiera umile.

Una persona può trovarsi in difficoltà e rimanere comunque orgogliosa. Può desiderare aiuto senza desiderare Dio. Può gridare: togli il mio dolore! senza dire: mostrami la tua via.

È un avvertimento serio. Dio non è uno strumento da utilizzare soltanto quando abbiamo bisogno di qualcosa. È il Dio vivente, che deve essere onorato, amato e cercato.

Ma anche qui dobbiamo essere prudenti. Non possiamo dire a ogni persona sofferente: Dio non ti risponde perché sei orgoglioso. Proprio giudizi rapidi come questi avevano ferito Giobbe quando erano stati pronunciati dai suoi amici. La parola di Eliu è un avvertimento, ma non deve essere applicata senza amore.

🌫️ Un grido vuoto non è la stessa cosa della fiducia

Eliu dice che Dio non ascolta un grido vuoto e che l’Onnipotente non vi presta attenzione. Con questo intende un grido privo di vera fiducia, senza ravvedimento e senza una ricerca sincera di Dio.

Esiste una differenza tra chi usa Dio soltanto come ultima soluzione e chi apre veramente il proprio cuore davanti a lui. Una preghiera autentica può essere molto breve, persino composta da una sola frase. Ma nasce da un cuore che si rivolge a Dio.

Ai bambini si può spiegare così: quando si è gentili con qualcuno soltanto perché si vuole ottenere qualcosa, non si tratta di una vera amicizia. Dio non vuole soltanto essere usato, ma cercato.

Eliu vuole mostrare che Dio osserva il cuore che si trova dietro alle parole. Non è il volume della voce a rendere autentica una preghiera, ma la sincerità.

👀 Giobbe dice di non vedere Dio

Eliu si rivolge ora nuovamente a Giobbe in modo più diretto. Gli dice in sostanza: anche se affermi di non vedere Dio, la tua causa è comunque davanti a lui. Perciò devi aspettarlo.

È un pensiero importante. Giobbe aveva cercato Dio senza trovarlo. Aveva detto che Dio sembrava nascosto. Eliu gli ricorda che, anche quando non vede Dio, la sua causa non si trova fuori dallo sguardo divino.

Aspettare è difficile, soprattutto quando si soffre. Un bambino che attende aiuto sente il peso di ogni minuto. Una persona malata che aspetta di stare meglio percepisce il tempo come molto lungo. Giobbe conosce questa attesa dolorosa.

Eliu dice: attendi Dio. Non perché le tue domande siano piccole, ma perché Dio è più grande di ciò che riesci a vedere nel presente.

Quando la risposta di Dio non è ancora arrivata

Eliu ritiene che Dio non abbia ancora manifestato visibilmente la propria ira e non abbia ancora giudicato pienamente l’arroganza. Le sue parole sono difficili da comprendere, ma mostrano che Eliu non considera concluso l’agire di Dio.

Giobbe desidera una risposta. Eliu dice che la risposta di Dio non arriva sempre immediatamente. Il fatto che tu non la veda ora non significa che Dio non sappia o non agirà.

Questo può offrire una certa consolazione, ma può anche essere difficile da ascoltare. Chi soffre non desidera soltanto sentirsi dire: aspetta. Desidera vicinanza, aiuto e luce.

Per questo parole simili devono essere pronunciate con grande compassione. Attendere Dio è vero e importante, ma non deve essere detto in modo freddo e duro a una persona che soffre.

⚠️ Eliu considera vuote le parole di Giobbe

Alla fine Eliu afferma che Giobbe apre la bocca per dire cose vane e moltiplica parole prive di conoscenza. È ancora una volta una conclusione molto dura.

Eliu pensa che Giobbe parli troppo a causa del proprio dolore e non comprenda correttamente le vie di Dio. Desidera richiamarlo all’umiltà.

Ma noi lettori ricordiamo che Giobbe non aveva semplicemente pronunciato parole vuote. Aveva sofferto profondamente, si era lamentato con sincerità e aveva cercato Dio. Le sue parole erano a volte difficili, ma provenivano da una ferita autentica.

Questa conclusione mostra nuovamente la tensione presente nei discorsi di Eliu. Egli dice cose importanti sulla grandezza di Dio, sulla preghiera e sull’umiltà. Ma le sue parole possono comunque suonare dure per Giobbe.

🌟 La preghiera cerca più di un aiuto immediato

Giobbe, capitolo 35, ci mostra una verità importante: Dio è più grande dell’essere umano. Il nostro peccato non lo rende più piccolo e la nostra giustizia non lo rende più grande. Ma le nostre azioni riguardano gli altri e mostrano quale sia l’atteggiamento del nostro cuore davanti a Dio.

Il capitolo mostra anche che la preghiera è più di un grido nella sofferenza. Naturalmente possiamo invocare Dio quando siamo in difficoltà. Ma la vera preghiera domanda anche di Dio stesso: dove sei, mio Creatore? Che cosa desideri mostrarmi? Come può il mio cuore avvicinarsi a te?

Dio può donare canti nella notte. A volte non elimina immediatamente l’oscurità, ma può donare speranza in mezzo a essa. Può insegnare a un cuore ad attendere, a cercare e a non lasciarlo andare.

Per i cuori piccoli e grandi rimane questo pensiero: non cercare Dio soltanto per il suo aiuto, ma cerca lui stesso. Perché la consolazione più grande non consiste soltanto nel fatto che Dio dona qualcosa, ma nel fatto che Dio è presente.


🌅 Che cosa mostra questo capitolo

Questo capitolo mostra che Dio è più grande del peccato e della giustizia umana. L’essere umano non può rendere Dio più piccolo o più grande. Ma ciò che le persone fanno ha conseguenze sugli altri.

Inoltre, questo capitolo mostra che la preghiera è più di una forte richiesta d’aiuto. Eliu domanda se le persone, nella loro sofferenza, cerchino davvero Dio, il loro Creatore. Dio può donare canti e speranza persino nella notte.


🟣 Riassunto

In Giobbe, capitolo 35, Eliu continua a parlare e mette in discussione i pensieri di Giobbe. Afferma che Dio è più grande dell’essere umano e invita Giobbe a guardare il cielo e le nuvole. Il peccato dell’uomo non rende Dio più piccolo e la giustizia umana non lo rende più grande. Ma le azioni di una persona influenzano gli altri: il male ferisce e il bene aiuta. Eliu parla anche di persone che gridano sotto la pressione della sofferenza senza cercare veramente Dio, il loro Creatore. Ricorda che Dio può donare canti nella notte e offre agli esseri umani una comprensione maggiore di quella degli animali. Alla fine Eliu invita Giobbe ad attendere Dio, anche se non riesce a vederlo.


💚 Messaggio per i cuori piccoli e grandi di oggi

Impariamo che Dio è più grande di noi. Non possiamo renderlo più piccolo o più grande mediante le nostre azioni. Ma le nostre decisioni rimangono importanti, perché possono aiutare o ferire le altre persone.

Impariamo anche che la preghiera è più che gridare quando abbiamo bisogno di qualcosa. La vera preghiera cerca Dio stesso. Anche nei tempi oscuri possiamo domandare: Dio, dove sei? Aiutami a cercarti e ad aspettarti.


💭 Spunto di riflessione

🔸 Perché Eliu invita Giobbe a guardare il cielo e le nuvole?
🔸 Perché le nostre azioni buone o cattive influenzano in modo particolare le altre persone?
🔸 Che cosa significa non limitarsi a chiedere aiuto a Dio, ma cercare veramente lui?

🧒 👧 👦

💌 Invito a Giobbe, capitolo 36

🌩️ Eliu continua a parlare della grandezza di Dio

Eliu ha parlato di Dio, dell’essere umano e della preghiera. Ha ricordato a Giobbe che Dio è più grande dell’uomo e che la vera preghiera è più di una rapida richiesta d’aiuto nella sofferenza.

Ora Eliu continuerà il proprio discorso. Parlerà della giustizia di Dio, della disciplina divina e della sua immensa potenza nella natura. Le sue parole dirigeranno sempre più lo sguardo verso il cielo, le nuvole, la pioggia e il tuono.

Che cosa può raccontarci la natura sulla grandezza di Dio?

Vieni a scoprire il prossimo capitolo!


🔔 Anteprima di Giobbe, capitolo 36

⛈️ Quando la grandezza di Dio si fa udire nel temporale

Eliu continuerà a parlare e mostrerà che Dio è potente, giusto e immensamente grande, oltre ogni nostra comprensione. Parlerà del modo in cui Dio educa gli esseri umani e di come la sua potenza diventi visibile nella pioggia, nelle nuvole e nel tuono.

👉 Perché Eliu afferma che Dio è grande e che nessuno può comprenderlo pienamente?
👉 In che modo la sofferenza può richiamare le persone al ravvedimento?
👉 E perché le nuvole, la pioggia e il tuono ci conducono a meravigliarci davanti a Dio?

✨ Nel prossimo capitolo ascolteremo il grande discorso di Eliu sulla potenza di Dio e saremo preparati alla risposta di Dio stesso.

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