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📅 31 luglio 2026


📚 CREDI AI SUOI PROFETI

📖 Lettura biblica quotidiana: 🙏 Giobbe 35


☁️ Dio è al di sopra della nostra comprensione

Le nostre azioni non cambiano Dio, ma cambiano noi


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📍 Introduzione

Eliu prosegue il suo discorso e riprende ancora una volta alcune affermazioni di Giobbe. Vuole chiarire che Dio non dipende dal comportamento umano e che il suo silenzio non significa che egli agisca ingiustamente. Giobbe, capitolo 35, ci invita a riconoscere la grandezza di Dio e a non giudicarlo secondo criteri umani.

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🧵 Commento

Eliu comincia rivolgendo una domanda a Giobbe: credi davvero che la tua giustizia sia superiore a quella di Dio? Egli riprende il lamento di Giobbe, secondo il quale la devozione sembrerebbe non portare alcun vantaggio, se il giusto deve soffrire proprio come il malvagio.

Per rispondere, Eliu dirige lo sguardo verso il cielo. Invita Giobbe a osservare le nuvole e l’immensità dei cieli. La grandezza di Dio supera infinitamente l’essere umano. Né il peccato dell’uomo né la sua giustizia possono cambiare la natura o la perfezione di Dio.

Questo, tuttavia, non significa che il nostro comportamento sia privo di importanza. Le nostre decisioni influenzano gli altri e la nostra stessa vita. Chi vive con giustizia porta benedizione nell’ambiente che lo circonda. Chi commette ingiustizia reca danno agli altri. Dio rimane lo stesso, ma l’essere umano è responsabile delle proprie azioni.

Eliu parla inoltre delle persone che gridano a Dio nella loro sofferenza. Spesso cercano aiuto senza cercare veramente Dio stesso. Desiderano essere liberate dal dolore, ma non necessariamente entrare in una relazione più profonda con il loro Creatore. Per questo alcune preghiere rimangono senza risposta: non nascono da un cuore che confida realmente in Dio.

Allo stesso tempo, Eliu ricorda che Dio non trascura nessuno. Anche quando la sua risposta tarda ad arrivare, il suo silenzio non significa che egli sia indifferente. L’essere umano deve imparare ad attendere con pazienza e a confidare nei tempi di Dio.

Come nei capitoli precedenti, il discorso di Eliu contiene pensieri preziosi sulla grandezza e sull’indipendenza di Dio. Tuttavia, neppure lui comprende pienamente la situazione particolare di Giobbe. La sofferenza di Giobbe non è la conseguenza di un atteggiamento sbagliato del cuore, ma fa parte di un piano divino più grande, che rimane nascosto a Eliu.

Giobbe, capitolo 35, ci invita a non giudicare Dio sulla base del beneficio immediato che riceviamo dalla nostra fede. La vera devozione nasce dall’amore e dalla fiducia in Dio, non dall’aspettativa che ogni buona azione venga ricompensata immediatamente e in modo visibile.

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🧺 Riassunto

Giobbe 35 sottolinea la grandezza di Dio e la sua indipendenza dall’essere umano. Eliu spiega che la giustizia o il peccato dell’uomo non cambiano la natura di Dio, ma influenzano profondamente la vita delle persone. Egli invita a non cercare Dio soltanto nei momenti di bisogno, ma a seguirlo con pazienza e fiducia.

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🔦 Messaggio per noi oggi

La nostra fede non è una prestazione con la quale possiamo rendere Dio debitore nei nostri confronti o meritare qualcosa da lui. Dio rimane lo stesso: santo, giusto e perfetto. Ma quanto più ci avviciniamo a lui, tanto più egli trasforma il nostro cuore. Perciò non dovremmo cercare Dio soltanto quando abbiamo bisogno di aiuto, ma perché egli stesso è il bene più grande della nostra vita.

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📝 Spunto di riflessione

Cerco Dio soltanto per ricevere i suoi doni, oppure perché desidero conoscere lui personalmente e confidare in lui con tutto il cuore? ☁️

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