Serie IL LIBRO DI GIOSUÈ con il Pastore Mark Finley
Lezione 2.Sorpresi dalla grazia
Dio opera spesso attraverso l’inaspettato
In questa lezione incontriamo persone che, a prima vista, non sembrano appartenere al popolo di Dio: Rahab, una prostituta pagana, e gli astuti Gabaoniti. Eppure proprio loro sperimentano grazia e salvezza, perché riconoscono la potenza di Dio e si rivolgono a Lui. Le loro storie mettono in discussione le nostre idee su chi sia “degno” di far parte del popolo di Dio. Allo stesso tempo mostrano che la misericordia di Dio è più grande dell’origine, del passato o persino dell’inganno. Questi racconti ci ricordano che fede, coraggio e conversione possono fiorire nei luoghi più impensati, quando la grazia di Dio è all’opera.
Contenuto:
2.1 Seconda possibilità
La grazia di Dio nei luoghi del fallimento passato
Nonostante la tragica storia precedente a Sittim, Giosuè inizia la sua missione proprio lì, in un luogo segnato dalla disobbedienza. Diversamente dalla generazione di Numeri 13, questa volta Giosuè si affida alla guida di Dio e invia due esploratori invece di dodici. Questa decisione consapevole mostra che la fiducia può crescere anche dopo le sconfitte. Il parallelo con Pietro è evidente: come Israele, anche lui riceve una nuova occasione per essere fedele, nonostante il fallimento precedente. Dio è il Dio delle seconde possibilità, non perché le meritiamo, ma perché la sua grazia è più grande dei nostri errori. Questa verità biblica dovrebbe plasmare anche il nostro modo di agire: non trattenere le persone nel loro fallimento, ma aprire vie di restaurazione.
2.2 Valore in luoghi inaspettati
La fede fiorisce anche in ambienti oscuri
Rahab era una donna dalla reputazione discutibile in una società profondamente empia, eppure riconobbe chi fosse il vero Dio. Il suo gesto coraggioso nel proteggere gli esploratori fu espressione di una fede nascente, non di perfezione morale. Sebbene la sua menzogna non venga giustificata, la Bibbia loda la sua fede e la sua decisione di unirsi al popolo di Dio. Sul tetto della sua casa Rahab confessò che il SIGNORE è Dio del cielo e della terra: una testimonianza potente proveniente da una bocca inattesa. La sua storia mostra che la grazia di Dio trova la fede anche dove meno ce lo aspettiamo e ci ricorda che la vera lealtà a Dio spesso inizia con decisioni coraggiose controcorrente.
2.3 Nuova lealtà
Un filo rosso che porta salvezza
La richiesta di protezione di Rahab per sé e per la sua famiglia richiama fortemente la Pasqua in Egitto, quando il sangue sugli stipiti delle porte fu il segno della salvezza. Allo stesso modo, il filo rosso alla sua finestra diventa il segno della liberazione durante la distruzione di Gerico. Rahab mostra non solo fede, ma anche una lealtà di alleanza (chesed): una profonda fiducia nel Dio d’Israele, al quale si unisce volontariamente. Pur essendo una Cananea, e quindi sotto il giudizio, attraverso la fede entra a far parte del popolo di Dio. Come nella Pasqua, anche qui fede e obbedienza vanno insieme: l’alleanza salvifica richiede una risposta visibile. Il messaggio evangelico è chiaro: la salvezza avviene per grazia, ma diventa visibile attraverso una fede vissuta.
2.4 Valori contrastanti
Quando grazia e verità si incontrano
Le storie di Rahab e dei Gabaoniti mostrano due reazioni diverse alla potenza di Dio: entrambi desiderano essere salvati, ma seguono strade differenti. Rahab confessa apertamente la sua fede nel Dio d’Israele; i Gabaoniti, invece, scelgono la via dell’inganno. Il loro obiettivo è simile: vogliono vivere e riconoscono l’azione di Dio. Tuttavia emerge un conflitto di valori: gli Israeliti prendono una decisione senza consultare Dio, creando in seguito un dilemma morale. Diventa evidente che anche decisioni ben intenzionate possono essere problematiche se prese senza la guida divina. La storia ci ammonisce a cercare prima la volontà di Dio anche nelle situazioni complesse, perché non ogni soluzione “astuta” è una soluzione fedele.
2.5 La grazia che stupisce
Un giuramento che porta vita invece di morte
Giosuè non risponde all’inganno dei Gabaoniti con la vendetta, ma con un equilibrio tra giustizia e grazia. Sebbene l’alleanza sia nata da una menzogna, Israele mantiene il giuramento per rispetto del nome di Dio, nel quale era stato fatto. Invece di distruggere i Gabaoniti, Giosuè li rende servitori del santuario, concedendo loro un posto nel culto d’Israele. Questo passaggio dal giudizio alla grazia mostra che Dio onora la vera sottomissione più dell’origine o del passato. La storia ci ricorda che la grazia di Dio spesso segue vie sorprendenti e che persino l’inganno, se accompagnato da timore e conversione, può diventare benedizione. Il comportamento di Giosuè ci insegna che la vera lealtà verso Dio unisce saggiamente perdono e responsabilità.
2.6 Riassunto
Quando la fede cresce dove non ce lo aspettiamo
La Lezione 2 mostra che la grazia di Dio può operare anche in contesti segnati da fallimento, inganno o peccato. Rahab e i Gabaoniti provengono da popoli sotto il giudizio di Dio, ma attraverso la fede e la decisione di sottomettersi a Lui trovano accoglienza nel suo popolo. Queste storie chiariscono che la vera lealtà a Dio non si manifesta nella perfezione, ma nella scelta consapevole di rivolgersi a Lui. Il modo in cui Giosuè tratta queste persone unisce giustizia e misericordia e mostra come l’alleanza di Dio sia aperta anche a chi è fuori. Il messaggio è chiaro: la grazia di Dio sorprende; trova le persone dove meno ce lo aspettiamo e dona loro un posto nel suo piano. Così anche il nostro cuore viene sfidato a rimanere aperto all’agire di Dio oltre le nostre aspettative.
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