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17.Gennaio 2025
Lettura quotidiana della Bibbia – Efesini Cap.3
1 Per questa cagione io, Paolo, il carcerato di Cristo Gesù per voi, o Gentili…
2 (Poiché senza dubbio avete udito di quale grazia Iddio m’abbia fatto dispensatore per voi;
3 come per rivelazione mi sia stato fatto conoscere il mistero, di cui più sopra vi ho scritto in poche parole;
4 le quali leggendo, potete capire la intelligenza che io ho del mistero di Cristo.
5 Il quale mistero, nelle altre età, non fu dato a conoscere ai figliuoli degli uomini nel modo che ora, per mezzo dello Spirito, è stato rivelato ai santi apostoli e profeti di Lui;
6 vale a dire, che i Gentili sono eredi con noi, membra con noi d’un medesimo corpo e con noi partecipi della promessa fatta in Cristo Gesù mediante l’Evangelo,
7 del quale io sono stato fatto ministro, in virtù del dono della grazia di Dio largitami secondo la virtù della sua potenza.
8 A me, dico, che son da meno del minimo di tutti i santi, è stata data questa grazia di recare ai Gentili il buon annunzio delle non investigabili ricchezze di Cristo,
9 e di manifestare a tutti quale sia il piano seguito da Dio riguardo al mistero che è stato fin dalle più remote età nascosto in Dio, il creatore di tutte le cose,
10 affinché nel tempo presente, ai principati ed alle potestà, ne’ luoghi celesti, sia data a conoscere, per mezzo della Chiesa, la infinitamente varia sapienza di Dio,
11 conforme al proponimento eterno ch’Egli ha mandato ad effetto nel nostro Signore, Cristo Gesù;
12 nel quale abbiamo la libertà d’accostarci a Dio, con piena fiducia, mediante la fede in lui.
13 Perciò io vi chieggo che non veniate meno nell’animo a motivo delle tribolazioni ch’io patisco per voi, poiché esse sono la vostra gloria).
14 …Per questa cagione, dico, io piego le ginocchia dinanzi al Padre,
15 dal quale ogni famiglia ne’ cieli e sulla terra prende nome,
16 perch’Egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, d’esser potentemente fortificati mediante lo Spirito suo, nell’uomo interiore,
17 e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori,
18 affinché, essendo radicati e fondati nell’amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi qual sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo,
19 e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché giungiate ad esser ripieni di tutta la pienezza di Dio.
20 Or a Colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente al di là di quel che domandiamo o pensiamo,
21 a Lui sia la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù, per tutte le età, ne’ secoli de’ secoli. Amen.
Riveduta 1927. Public Domain

 

Commento
Introduzione:
Il Capitolo 3 della Lettera agli Efesini è una sezione centrale della lettera dell’apostolo Paolo alla chiesa di Efeso. Paolo parla della sua chiamata a proclamare il Vangelo ai pagani e rivela il mistero di Dio, prima nascosto: i pagani sono ora coeredi della promessa in Cristo. Questo capitolo contiene anche una straordinaria preghiera in cui Paolo chiede che la comunità sia rafforzata interiormente e che comprenda profondamente l’amore divino.
Commento:
Paolo si definisce “prigioniero di Cristo Gesù” (v. 1), esprimendo sia la sua prigionia fisica sia la sua totale dedizione alla missione. Il “mistero” che gli è stato rivelato (vv. 3-6) riguarda l’uguaglianza tra Giudei e pagani nel Regno di Dio—un messaggio rivoluzionario per l’epoca. Paolo riconosce con umiltà la propria chiamata, considerandosi il minimo fra tutti i santi (v. 8), per annunciare “le insondabili ricchezze di Cristo”. La preghiera di intercessione nei versetti 14-21 rivela il cuore pastorale di Paolo: egli prega per la forza spirituale, la fede e l’amore della comunità. Sottolinea in particolare la dimensione immensa dell’amore di Cristo (vv. 18-19), che supera ogni conoscenza umana. La dossologia conclusiva (vv. 20-21) onora la suprema potenza di Dio, che va ben oltre la comprensione umana.
Sintesi:
Efesini 3 si concentra sulla chiamata divina di Paolo a portare il Vangelo ai pagani e sul grande mistero che tutti i credenti sono uguali in Cristo. Egli mette in evidenza la sapiente e misericordiosa guida di Dio in questo piano. Nella sua preghiera, Paolo chiede che i credenti siano fortificati interiormente, che Cristo dimori nei loro cuori e che possano comprendere appieno l’infinito amore di Dio. Infine, Paolo loda Dio per la Sua potenza e gloria incommensurabili.

 

 

Lettura settimanale dello Spirito della Profezia – Ellen White | Gesù di Nazaret
Kapitel 87: “Al Padre mio e Padre vostro”

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Commento
Introduzione:
Nel capitolo 87 apprendiamo dell’ultimo atto della vita terrena di Gesù e della sua ascensione al cielo. Gesù, avendo vinto la morte e il peccato, si prepara a salire al Padre suo nei cieli. Questo momento segna il compimento della sua missione sulla Terra e lascia la promessa duratura della sua presenza nei cuori dei credenti. Il luogo della sua ascensione – il Monte degli Ulivi – non è solo un punto geografico, ma un luogo ricco di ricordi della vita di Gesù, delle sue preghiere e della sua lotta per la salvezza dell’umanità. L’ascensione rappresenta la transizione di Gesù da Redentore sofferente a Re trionfante che ascende al cielo.
Commento:
Il capitolo 87 presenta l’ascensione di Gesù come un atto di vittoria e di compimento. Dopo aver completato la sua missione terrena e aver rivelato sé stesso come il Salvatore vivente, entra nei regni celesti. Questo momento è per i discepoli un misto di tristezza, per la separazione dal Maestro, e di speranza, perché hanno la conferma della sua vittoria sulla morte. Il Monte degli Ulivi, un tempo luogo di preghiera e lotta per Gesù, diventa ora il luogo del suo addio. Tuttavia, questo addio non è definitivo, ma segna l’inizio di una nuova era di speranza. Gesù promette di restare con i suoi seguaci e assicura loro che tornerà un giorno nella gloria.
Gli angeli confermano ai discepoli che Gesù non è partito per sempre, ma ritornerà nello stesso modo in cui lo hanno visto ascendere. L’immagine degli eserciti celesti che accolgono il loro Re simboleggia il trionfo futuro di Gesù al suo ritorno. Prima di questo momento, Gesù alza le mani in segno di benedizione, confermando la sua presenza e il suo legame continuo con loro.
Sintesi:
Il capitolo 87 descrive l’ascensione di Gesù come un momento commovente di esaltazione e di vittoria. Il Monte degli Ulivi, luogo di preghiera e di lotta, diventa il palcoscenico della sua gloriosa salita al cielo. Dopo aver dato conforto ai suoi discepoli e promesso il suo ritorno, Gesù viene avvolto da una nuvola che lo nasconde ai loro occhi. Gli angeli annunciano che Gesù tornerà nello stesso modo. Questo evento offre conforto e speranza, ispirando i discepoli a tornare a Gerusalemme pieni di gioia e gratitudine per il Cristo vivente.

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