
13.4 L’apparizione a Maria e agli altri
Primi Testimoni della Resurrezione: Il Ruolo Inatteso delle Donne
Leggi Marco 16,9–20. Cosa aggiungono questi versi al racconto della resurrezione?
Marco 16,9–20 arricchisce il racconto della resurrezione con importanti incontri di Gesù risorto con i suoi seguaci, tra cui Maria Maddalena e gli apostoli. Ciò che colpisce particolarmente è che la prima persona a vedere Gesù vivo è Maria Maddalena – una donna. Nella società dell’epoca, le donne non avevano un alto status come testimoni, il che rende questo racconto ancora più autentico. Se la storia fosse stata inventata, si sarebbero probabilmente presentati uomini come primi testimoni, poiché il loro testimonio aveva più peso.
Il fatto che le donne siano state le prime testimoni della resurrezione non solo sottolinea la credibilità del racconto, ma anche l’apprezzamento e l’uguaglianza di Gesù verso le persone, indipendentemente dal loro status sociale. Maria Maddalena porta la buona notizia agli apostoli, ma inizialmente non le credono – un ulteriore segno della profonda sorpresa e incomprensione che la resurrezione ha suscitato.
I restanti versi raccontano ulteriori apparizioni di Gesù, il suo incarico agli apostoli di diffondere il Vangelo e la sua ascensione al cielo. Sottolineano la validità universale del mandato e la conferma del potere divino che operava tra gli apostoli mentre proclamavano il Vangelo. In questo modo, il silenzio viene definitivamente spezzato e la proclamazione della resurrezione e del messaggio di Gesù inizia, rafforzata dalla sua diretta istruzione.
Cosa succede in Marco 16,14, che non avrebbe senso se questo racconto fosse stato inventato?
In Marco 16,14 vediamo Gesù rimproverare i suoi stessi apostoli per la loro incredulità e “durezza di cuore” perché non hanno creduto immediatamente alla sua resurrezione, nonostante avessero sentito i resoconti di altri testimoni. Questa rappresentazione degli apostoli in una luce negativa non avrebbe senso se il racconto fosse stato inventato.
Se la storia fosse stata inventata, probabilmente gli apostoli sarebbero stati descritti come leader forti e pieni di fede, che avevano creduto fin dall’inizio alla resurrezione di Gesù. Invece, il racconto mostra le loro debolezze – la loro fuga, i loro dubbi e la loro incredulità. Questa onestà e autocritica testimoniano fortemente l’autenticità dei Vangeli. Il fatto che gli apostoli successivamente proclamassero con coraggio e fermezza Cristo risorto, nonostante i loro dubbi iniziali, è una prova potente della veridicità della resurrezione e delle loro esperienze.
Come possiamo proteggerci dalla trappola spirituale del dubbio e dell’incredulità?
Per proteggerci dalla trappola spirituale del dubbio e dell’incredulità, è fondamentale mantenere una connessione quotidiana e viva con Cristo risorto. Ecco alcuni modi per raggiungere questo obiettivo:
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Preghiera quotidiana e studio della Bibbia: Tempi regolari di preghiera e lettura delle Scritture ci aiutano a interiorizzare più profondamente la verità di Dio. Ascoltando la voce di Dio e leggendo le sue promesse, il nostro fede viene rafforzata e i dubbi diminuiscono. Come gli apostoli, che dopo la resurrezione di Gesù furono più volte ricordati della sua parola, anche noi abbiamo bisogno di un costante promemoria delle promesse di Dio.
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Ricordo della fedeltà di Dio: È importante ricordare come Dio abbia agito nel nostro passato. Riflettere sulla fedeltà di Dio rafforza la nostra fede e ci aiuta a rimanere saldi nei momenti di dubbio. Gli apostoli avevano dimenticato ciò che Gesù aveva loro promesso – dobbiamo impegnarci consapevolmente a non commettere lo stesso errore.
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Comunità con altri credenti: Lo scambio e l’incoraggiamento tra fratelli nella fede sono di grande importanza. Spesso, il testimonio di un altro può aiutarci a rinnovare la nostra fede. La comunità offre supporto quando cadiamo nel dubbio e ci dà l’opportunità di pregare l’uno per l’altro e rafforzarci reciprocamente.
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Obbedienza nella fede: I dubbi spesso sorgono quando ci allontaniamo da Dio e dalla sua volontà. Tuttavia, rimanendo obbedienti nelle piccole cose quotidiane, la nostra fede si approfondisce. L’obbedienza dimostra la nostra dipendenza da Dio e promuove la nostra fiducia nella sua guida.
Perché abbiamo bisogno della connessione quotidiana con Cristo risorto?
La connessione quotidiana con Cristo risorto è necessaria perché egli è la fonte della nostra vita, della nostra forza e della nostra speranza. Senza questa relazione quotidiana, rischiamo di allontanarci da Dio e di diventare suscettibili a dubbi e incredulità. Ecco alcuni motivi:
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Rafforzamento della nostra fede: Ogni giorno, la presenza di Gesù ci ricorda la sua resurrezione e la vittoria sulla morte. Questa relazione viva ci dà la forza di mantenere la fede, anche quando affrontiamo difficoltà o dubbi.
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Guida e saggezza: Attraverso la comunione quotidiana con Cristo, riceviamo saggezza e guida per le nostre decisioni. Egli ci aiuta a mantenere la giusta prospettiva e a non essere guidati dalle nostre paure o incertezze.
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Rinnovamento quotidiano: La fede è una decisione quotidiana. La connessione con Cristo rinnova i nostri cuori, ci dà nuova speranza e la capacità di vivere secondo la sua volontà. Senza questo rinnovamento, la nostra fede rischia di diventare superficiale.
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Protezione dagli attacchi spirituali: Dubbi e incredulità possono manifestarsi come tentazioni e attacchi spirituali. La vicinanza a Cristo ci protegge da tali trappole, poiché egli ci dà la forza e il coraggio di resistere a queste tentazioni.