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Serie IL LIBRO DEI SALMI con il Pastore Mark Finley  |
Lezione 12.Un’adorazione senza fine |
La sete di Sion per Dio: una lezione di profondità spirituale
In questa lezione esploreremo la affascinante varietà dell’adorazione rappresentata nei Salmi e in altri testi biblici. Scopriremo come diversi aspetti dell’adorazione, dalla lode e dalla benedizione alla proclamazione del Vangelo, siano illuminati nelle Scritture. Inoltre, esamineremo l’importanza dell’autenticità e della spiritualità nell’adorazione e come queste siano enfatizzate dai salmisti e anche da Gesù Cristo stesso. Immergiamoci nel ricco mondo dell’adorazione e lasciamoci ispirare dagli insegnamenti senza tempo della Sacra Scrittura!
Versetto di memoria: Salmo 104:33 – «Canterò al SIGNORE finché avrò vita; salmeggerò al mio Dio finché esisterò.»  
Contenuto:
12.1
«Alzate le vostre mani verso il santuario»

Benedizione nel santuario: Adorazione e servizio come sacerdozio santo
Il Salmo 134 sottolinea la benedizione come principio fondamentale della relazione tra Dio e Israele, con il popolo che benedice Dio nel santuario e Dio che benedice il suo popolo da Sion. Gli adoratori sono spesso rappresentati come servitori del Signore, che stanno nel santuario e offrono lode. Il santuario serve a riflettere la gloria del Signore e a fornire agli adoratori un ambiente sicuro per avvicinarsi a Dio. Questo si riflette anche nei testi del Nuovo Testamento, dove il popolo di Dio è rappresentato come un sacerdozio santo che offre sacrifici spirituali attraverso Gesù Cristo.
12.2 Cantate un nuovo cantico al Signore
La freschezza dell’adorazione: Il canto nuovo come espressione di una relazione viva con Dio
Cantare un “canto nuovo” nei Salmi simboleggia il riconoscimento rinnovato della sovranità di Dio e la gratitudine per la sua provvidenza e salvezza. Esprime la gioia della liberazione dai nemici e dalla morte, così come la speciale benevolenza di Dio verso Israele. In Isaia e nell’Apocalisse questo “canto nuovo” è compreso come espressione della redenzione unica mediante il sangue dell’Agnello e della speranza in future rivelazioni di Dio. Simboleggia una relazione viva e dinamica con Dio, costantemente fresca e rinnovante.
12.3 «O SIGNORE, chi dimorerà nella tua tenda?»
Santità nell’adorazione: Le condizioni per l’accesso alla presenza di Dio
Coloro che sono degni di adorare nella presenza di Dio, come descritto nel Salmo 15, sono coloro le cui azioni e carattere riflettono l’immagine di Dio e sono quindi santi. La santità è una condizione fondamentale per accedere alla presenza di Dio e deve essere accompagnata da un comportamento etico in tutti gli aspetti della vita. Un cuore puro, irreprensibile davanti a Dio e che vive nel timore del Signore, è di fondamentale importanza per l’adoratore. La santità significa avere un cuore completo e integro che cerca Dio e viene ispirato e abilitato dalla sua grazia.
12.4 Dichiarare la sua gloria tra le nazioni
La varietà dell’adorazione: Cantare, lodare ed evangelizzare tra le nazioni
Il Salmo 96 comprende vari aspetti dell’adorazione, tra cui cantare, lodare, portare offerte e proclamare il Vangelo tra le nazioni. Queste forme di adorazione non sono separate ma si completano a vicenda, conferendo sostanza all’adorazione. L’adorazione scaturisce dalla conoscenza della natura di Dio come Creatore, Re e Giudice. Essa comprende il ricordo delle azioni passate di Dio, la celebrazione dei suoi miracoli attuali e l’attesa delle sue future azioni. L’adorazione è caratterizzata sia da gioia e fiducia illimitate che da timore sacro e riverenza. Il Salmo chiama ad adorare il Creatore e Giudice, come riflesso nell’annuncio finale del Vangelo di Dio per il mondo.
12.5 Quando Dio non gradisce i sacrici
Ipocrisia nell’adorazione: L’avvertimento dei Salmi e gli insegnamenti di Gesù
I Salmi 40, 50 e 51 affrontano l’inadeguatezza dei sacrifici vuoti e dell’adorazione esteriore quando non sono accompagnati da una autentica interiorità spirituale. Dio non rifiuta i sacrifici in sé, ma l’ipocrisia e la malvagità degli adoratori che offrono rituali esterni senza vera conversione e sincerità. Gesù sottolinea in Giovanni 4,23–24 che la vera adorazione avviene nello spirito e nella verità, e non solo attraverso azioni esterne. Questi Salmi e gli insegnamenti di Gesù ci ricordano che il nostro cuore e le nostre motivazioni sono altrettanto importanti quanto i rituali esterni quando si tratta di vera adorazione.
12.6 Riassunto
L’essenza dell’adorazione: Variegate, autenticità e spiritualità
Nella Lezione 12 viene esplorata la varietà dell’adorazione e l’importanza dell’autenticità e della spiritualità nell’adorazione. Salmi come il Salmo 134 enfatizzano la benedizione come principio fondamentale della relazione tra Dio e il suo popolo, mentre altri Salmi come il Salmo 96 evidenziano l’importanza della proclamazione del Vangelo tra le nazioni. Inoltre, si sottolinea che la vera adorazione non si limita ai rituali esterni, ma richiede anche un impegno interiore e una sincerità, come evidenziato nei Salmi come il Salmo 15 e il Salmo 40. La lezione si conclude con un riferimento agli insegnamenti di Gesù sull’importanza dell’adorazione nello spirito e nella verità in Giovanni 4,23–24.
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